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Il “Muro dei Campioni”: la leggenda più pericolosa del GP del Canada
All’uscita dell’ultima chicane di Montréal c’è uno dei punti più spietati del mondiale: il celebre “Wall of Champions”, entrato nella storia della F1 nel 1999

Pubblicato il 13 maggio 2026, 10:58
Nel corso della storia della Formula 1 ci sono stati tratti di pista diventati veri simboli del motorsport mondiale. Curve leggendarie come Eau Rouge a Spa, la Parabolica di Monza o le “esses” di Suzuka sono entrate nell’immaginario collettivo degli appassionati. A Montréal, però, il simbolo assoluto del circuito non è una curva, ma un muro: il famosissimo “Wall of Champions”.
Situato all’uscita dell’ultima chicane del Circuit Gilles Villeneuve, il muro accompagna i piloti subito prima del traguardo ed è uno dei punti più insidiosi dell’intero calendario di Formula 1. Qui le monoposto arrivano dopo un lungo rettilineo ad altissima velocità e affrontano una staccata estremamente aggressiva. Per essere competitivi, i piloti devono tagliare i cordoli in maniera quasi perfetta e accelerare il prima possibile verso il rettilineo principale. Ed è proprio lì che nasce il pericolo.
L’uscita dalla chicane è strettissima, il muro è vicinissimo alla pista e basta davvero pochissimo per commettere un errore. Una ruota sul cordolo presa male, troppo gas in uscita oppure una traiettoria leggermente sporca possono trasformare un giro perfetto in un incidente spettacolare nel giro di pochi istanti.
Per questo motivo il “Wall of Champions” è diventato uno dei punti più riconoscibili e temuti dell’intera Formula 1 moderna.
La nascita del nome nel caos del 1999
Il soprannome nacque ufficialmente durante il Gran Premio del Canada del 1999, una delle edizioni più caotiche e imprevedibili mai disputate a Montréal.
Il primo pilota a finire contro il muro fu Ricardo Zonta, ma poco dopo toccò anche a ben 3 campioni del mondo Damon Hill, Michael Schumacher, Jacques Villeneuve e poi a Ralf Schumacher. La coincidenza di vedere così tanti nomi illustri eliminati nello stesso punto della pista portò giornalisti e tifosi a ribattezzare immediatamente quel tratto come “Wall of Champions”, un nome rimasto nella storia della Formula 1 e che ancora oggi accompagna ogni weekend canadese. Ma ciò che rende davvero speciale questa storia è il fatto che il muro non si “fermò” al 1999.
Un muro che non perdona nemmeno i migliori: sfoglia per continuare a leggere (1/2)
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