Da Barcellona 2016 alla 24 Ore del Nurburgring 2026: 10 anni di Max Verstappen

A dieci anni dal primo successo in F1, Max Verstappen si appresta ad affrontare la 24 Ore del Nurburgring: ecco come è cambiato Max in questi 10 anni
Da Barcellona 2016 alla 24 Ore del Nurburgring 2026: 10 anni di Max Verstappen
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 15 maggio 2026, 08:44 (Aggiornato il 15 maggio 2026, 07:08)

Dicono, ed è accertato, che babbo Jos abbia preferito di gran lunga il bastone alla carota, quando si è trattato di formarlo. Si dice che gli facesse cazziatoni biblici davanti a tutti se sbagliava, che ogni tanto partisse un gesto di stizza che finiva sul casco (indossato) del piccolo Max, che una volta lo abbia lasciato in autostrada per punizione.

Debutto travolgente in Red Bull

Quando quel ragazzo, che si chiamava Max Verstappen, sbarcò in F1, tutti si mossero ad accostarlo ad Andre Agassi ed al suo "Open", una stupenda autobiografia in cui il tennista raccontò, tra le altre cose, le durissime lezioni di papà Emanoul, ex pugile dai metodi educativi forti. La "macchina sputapalline" divenne un'ossessione per Andre, a cui fu rubata l'adolescenza; ma ciò lo rese il numero 1 del mondo.

Per Max Verstappen, alcuni paralleli ci sono: perché il burbero Jos gli insegnò, o meglio gli impose, anche cose che si sono rivelate utili: lo mandava a girare sotto il diluvio, fino a quando non sentiva più le dita, mentre gli altri erano chiusi dentro al bar; gli impose di non sorpassare sul dritto, per imparare a sorpassare in ogni curva.

E quando arrivò in F1, Max aveva una scorza impensabile per un qualsiasi altro 17enne dell'epoca: poi fu messo su una Red Bull, e vinse al primo colpo. Era il GP Spagna a Barcellona, il 15 maggio 2016: esattamente 10 anni fa.

Quel giorno Niki Lauda si tolse il cappello e lo definì il "talento del secolo". Applaudì la scelta di Marko di metterlo a bordo di una Red Bull e la capacità di Jos di averlo allevato al punto da renderlo un veterano già a 18 anni. Avrebbe compiuto anche i suoi errori, Max: ma per l'età che aveva, tenersi dietro con nervi d'acciaio uno come Kimi Raikkonen fu il manifesto di un talento e di una sicurezza fuori dal comune.

Quel giorno Max diventava il più giovane di sempre a vincere una gara, record tuttora imbattuto, e la sua faccia con ancora qualche brufolo divenne la faccia del nuovo che avanzava. Con lui, avanzava una nuova generazione, quella che ora è rappresentata invece dagli esperti della griglia.

Da nuovo che avanza a pilota... di una volta

In dieci anni, sono cambiate tante cose. Max si è fatto uomo, ha trovato l'amore di Kelly ed è diventato papà. In pista, le cose gli sono andate altrettanto bene: ha vinto quattro titoli, una miriade di gare, sfiorato la quinta corona e riscritto tante voci nel libro del record. È cambiato un po' anche lui, che al di là dell'alterigia al volante (immutata) ha messo insieme tanta lucidità in più alla guida e lasciato andare fuori dall'abitacolo una personalità sempre forte, ma molto meno spigolosa di quanto si pensasse.

Si è fatto conoscere per quello che è, Max: uno sempre diretto, ma dotato di una sua ironia, di una sua socialità, di una apertura per certi versi anche inattesa verso il prossimo, soprattutto verso i giovani colleghi, ed una passione sconfinata per le corse. Vive per quello, Max: e questa partecipazione alla 24 Ore del Nurburgring è il manifesto di un quasi 29enne (a fine settembre) che adora le corse sopra ogni cosa.

Un decennio fa era il nuovo che avanzava, il primo nato negli anni '90 a vincere un GP; dieci anni dopo invece Max, paradossalmente, assume le vesti del pilota di una volta, quello trasversale ed eclettico, quello disposto a correre gare e pericoli apparentemente incomprensibili per chi ha bacheca e conto in banca già stratosferici. Ma Max Verstappen è questo, è passione pura che travalica le categorie. Max Verstappen, 10 anni dopo, è una grande e bellissima scoperta.

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