Monaco consacra Antonelli: talento, freddezza e leadership

A Monaco emerge tutta la statura di Antonelli. Mentre gli avversari vacillano, il 19enne Mercedes domina da leader
Monaco consacra Antonelli: talento, freddezza e leadership
© Getty Images

Giorgio FerroGiorgio Ferro

Pubblicato il 9 giugno 2026, 15:43

Abbiamo volutamente citato per primo George Russell, perché è luogo comune sminuire le performance di Antonelli con l’affermazione “eh, ma guida un missile che gli altri non hanno”. Verissimo e ancora più vero che nella F1 moderna il mezzo meccanico è fondamentale per poter aspirare a qualcosa di eclatante. Ma, soprattutto tra i grattacieli di Montecarlo, il Piccolo Principe ha saputo fronteggiare con serenità tutta una serie di prove che ad un quasi-esordiente avrebbero potuto dare molti più grattacapi.

Freddezza da veterano, serenità da diciannovenne

E invece, dopo la scarsa guidabilità della sua W17 emersa nelle prove libere, Kimi ha aiutato il team a centrare il set-up ottimale, rispondendo ad un giro fantastico di Verstappen con una prestazione altrettanto magica in qualifica. E poi, in un circuito in cui nel 70% dei casi vince chi parte dalla pole, ha risposto al semaforo verde come se non avesse sbagliato finora quasi tutte le partenze. E l’ha rifatto quando la direzione gara ha deciso di rimetterlo alla prova con una ripartenza da fermo a soli dieci giri dalla fine. Totalmente in controllo, zero errori.

La freddezza di questo ragazzo è assolutamente impressionante. Avevamo qualche timore che la pressione che lo sta avvolgendo l’avrebbe in qualche modo condizionato, sarebbe stato più che comprensibile. Invece Kimi vive questo mestiere con umiltà e soprattutto senza ossessione, divertendosi e dominando gli eventi come un veterano. E, che sia chiaro a tutti, la vettura c’entra fino ad un certo punto, vedi appunto Russell.

Hamilton risale, Ferrari resta a metà del guado

Detto dei due piloti Mercedes, il GP di Monaco ci ha anche mostrato (o confermato) le caratteristiche di altri piloti. Per esempio, ha evidenziato le differenze tra i due Ferraristi nel fronteggiare un tracciato che per alcuni addetti ai lavori avrebbe dovuto essere estremamente favorevole alla Rossa. E invece ha dimostrato ancora una volta che a Brackley dominano alla grande anche la dinamica del veicolo oltre alla power-unit, come peraltro avevamo suggerito di considerare una settimana fa…

Comunque, dopo l’ottima performance canadese, abbiamo rivisto un Lewis Hamilton consistente e sorridente, a fare lo zio su un podio di ragazzini. Lewis gestisce finalmente una vettura che si comporta come piace a lui ed i risultati si vedono. Come se a Maranello avessero finalmente deciso di ascoltare le indicazioni figlie della sua esperienza. Un ottimo risultato che lo porta al secondo posto della Classifica Piloti, prima guida Ferrari.

Dall’altro lato del box invece, a proposito di piloti autoassolutori, è capitato a Leclerc di rimanere senza freni. Nelle dichiarazioni post gara…  

(2/2).

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