Tutti guardano avanti, a quella sospensione pull-rod così “strana”. Che però, nelle parole di Pat Fry responsabile del telaio Ferrari, in realtà «non è tutta ‘sta gran cosa, ci dà solo un po’ di vantaggio nell’aerodinamica e nella distribuzione dei pesi».
E se fosse dietro, il male oscuro di una F2012 che anche oggi ha beccato due secondi da Grosjean, il migliore con le vetture di quest’anno?
Quando Fernando Alonso è uscito dai box nel pomeriggio - dopo la seconda interminabile sosta per un altro guasto idraulico come al mattino - lo stesso Fry e il capo degli ingegneri in pista, Clark, hanno rilevato con cura le temperature nella paratia dell’ala posteriore, dove c’è un grosso sensore. Qui dovrebbero confluire i gas degli scarichi, seminascosti (ma non per questo illegali) dalla carrozzeria. Ma quest’ultima è già stata tagliata per consentire un migliore raffreddamento...
Chiaro: anche la McLaren fa prove di temperatura, però più sotto, a riprova del fatto che ogni team ha scelto una sua via per recuperare parte dell’energia dei gas. Però Hamilton oggi è stato veloce, Alonso no. Il tempo di Fernando, 1’20”412, avrebbe potuto certo essere migliorato: circa mezzo secondo in più è dovuto all’uso di gomme "medium", quelle con la striscia bianca. Però anche Grosjean ha usato le stesse mescole per il suo giro record, anche se chiaramente con meno benzina...
Sempre Alonso ha segnato il crono migliore in una sequenza di sette giri cronometrati, non su un tentativo “secco”.
«Non ci stiamo concentrando sui giri con poco carburante e siamo ragionevolmente contenti della prestazione», dice Fry.
Che però ammette: «Non sono del tutto contento della nostra posizione al momento». Chissà quanto lo è Luca di Montezemolo.
Stanotte arriveranno da Maranello alcune componenti dell'impianto idraulico che dovrebbero assicurare l'affidabilità nell'ultimo giorno di test.
Ma non possono risolvere il problema di base delle prestazioni, dovuto al comportamento poco omogeneo nelle curve. Se si mette a posto l'ingresso poi il pilota "rema" al centro, se si lavora su questi due parametri poi si perde in uscita... Un rompicapo, in apparenza.
«È solo questione di mettere assieme tutti i pezzi», dice Pat Fry. Ma intanto gli altri fanno progressi più netti.
Alberto Antonini