Il divario rimane enorme, ma almeno
Ferrari e Red Bull, nel caldo soffocante di Sepang, hanno un
problema in comune. Il degrado delle gomme è una costante su questo circuito, ma mentre è normale che ne soffra una vettura sbilanciata come la F2012, è un po’ più strano sentire
Sebastian Vettel - decimo tempo nella sessione del pomeriggio - che si
lamenta.
«Avrei preferito essere un po’ più su nella lista dei tempi, ma le gomme tendono a rovinarsi e scivolavo troppo». Praticamente le
stesse osservazioni di Felipe Massa:
«Il degrado qui è molto alto, anche con le gomme Hard». La soluzione? Una gara su più pit-stop. Due indizi fanno una prova, e della Red Bull di quest’anno si può senz’altro dire che è più delicata nella ricerca degli assetti. L’analisi successiva al week end australiano lo aveva dimostrato; ma almeno, il ritmo di gara della RB era stato buono. Cosa che non si può dire della Ferrari, se è vero che
Massa afferma:
«Al momento attuale, non c’è una grande differenza per noi tra qualifiche e gara».
Stefano Domenicali, arrivato stamattina assieme a Pat Fry dal “
blitz” forzato di due giorni a Maranello,
ribadisce:
«Abbiamo capito dove intervenire. I nostri problemi principali al momento sono la trazione nelle curve lente e la mancanza di velocità di punta». Ma la Ferrari nega di voler stravolgere la vettura, quindi non c’è spazio per condotti F-duct come quello Mercedes, che risolverebbero il problema dei rettilinei.
Alonso ha speso la mattina in prove aerodinamiche, montando e smontando musetti diversi.
«Non abbiamo provato pezzi diversi, ma modifiche che ci indicano la direzione giusta», confida Massa. Che però resta indietro.