Solo 2 punti per la Ferrari a Shanghai

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Solo 2 punti per la Ferrari a Shanghai

Pubblicato il 15 aprile 2012, 16:09

In un GP della Cina che ha visto uno scarto ridotto nel nugolo degli inseguitori - 17 secondi fra la terza e la tredicesima posizione al traguardo - entrambe le Ferrari erano nella mischia, ma non sono riuscite a districarsi al meglio. Così alla fine sono stati raccolti solo un 9° e un 13° posto, per due punti complessivi.

I motivi ce li spiega Fernando Alonso«Sapevamo che sarebbe stata una corsa difficile e così è stato. Siamo stati sempre nel traffico, senza avere la possibilità di sfruttare il potenziale della vettura, e quando si sta dietro ad altre vetture le gomme si rovinano molto più facilmente. Avendo scelto di fare tre soste era chiaro che saremmo stati costretti a fare dei sorpassi, ma con la velocità di punta che abbiamo si è rivelato praticamente impossibile sul rettilineo principale, mentre io mi sono dovuto inventare dei sorpassi in altri punti del tracciato dove riuscivo a sfruttare al meglio la vettura. Ovviamente, questo non mi rende molto ottimista per il Bahrain, una pista dove trazione e velocità sono fondamentali, proprio le aree in cui siamo più carenti. Anche la prossima settimana dovremo cercare principalmente di limitare i danni. Oggi non voglio pensare alla classifica perché la priorità è il miglioramento della prestazione della F2012. Questo non significa però che abbia perso le speranze, tutt’altro. L’anno scorso ci abbiamo creduto fino a Spa e non c’è nessun motivo per non farlo adesso che sono al terzo posto in classifica a sole otto lunghezze dal primo. Certo che però dobbiamo fare un bel passo in avanti per rendere la vettura più veloce. In Spagna avremo delle novità importanti, ma anche gli altri ne porteranno e quindi non è che mi aspetto il miracolo di andare un secondo più forte rispetto a loro».
In alcune dichiarazioni, lo spagnolo ha oltretutto espresso la convinzione che con differenti condizioni di traffico («Non sono riuscito a fare un singolo giro "libero"») non sarebbe stato impossibile finire anche davanti a Grosjean.

Strategia diversa, su due sole soste, per Felipe Massa, che nel ritardare i suoi pit-stop si è anche trovato al comando della gara. Ma anche questa scelta non ha permesso di raccogliere risultati migliori: «Ho cercato di fare del mio meglio in una corsa molto serrata. Certo, un tredicesimo posto non mi può fare felice ma credo che, per quanto riguarda la mia gara, questo sia stato un passo avanti rispetto alle prime due della stagione. Almeno sono riuscito a fare una corsa nella norma e so di aver dato tutto quello che era nelle mie possibilità. La scelta di fare due soste era quella corretta, considerata la mia posizione. Ma forse, alla luce di com’è andata, sarebbe stato meglio fermarsi in momenti diversi: facile però dirlo adesso, dopo la bandiera a scacchi. Ogni qualvolta mi sono ritrovato nel traffico pagavo la mancanza di velocità di punta, uno dei problemi maggiori della nostra vettura in questo momento. Quella di Sakhir, prossima tappa del mondiale, è sempre stata una gara in cui sono andato bene, ma non penso che potremo farci molte illusioni. Cercheremo di fare il massimo, come sempre del resto».

Le problematiche in situazioni di traffico sono ribadite da Pat Fry«Una corsa sicuramente interessante per il pubblico, ma molto frustrante per noi. Il traffico è stato il fattore decisivo di questa corsa, come peraltro era facile prevedere, considerata la posizione delle nostre vetture sulla griglia di partenza. Abbiamo differenziato le strategie, anche alla luce del fatto che, con Felipe, potevamo scegliere il tipo di pneumatici con cui partire. Visto dove siamo usciti dal terzo pit-stop con Fernando – insieme ad Hamilton – penso che la scelta sia stata corretta ma analizzeremo lo svolgimento della corsa con attenzione per capire se avremmo potuto fare qualcosa di diverso. Oggi è chiaro che la mancanza di una buona velocità di punta l’abbiamo pagata a carissimo prezzo. È un risultato che non rappresenta il reale potenziale della vettura in configurazione di gara, ma dobbiamo accettarlo. Ci manca prestazione, lo sappiamo, ma è inutile stare qui a piangerci addosso: piuttosto, cerchiamo di concentrare tutte le energie sul miglioramento della vettura. La settimana prossima in Bahrain non ci saranno novità particolarmente rilevanti, quindi non possiamo aspettarci dei miracoli. Vorrei finire con una nota positiva, facendo i complimenti ai ragazzi del pit-stop che anche oggi hanno fatto un ottimo lavoro: i tempi sono lì a testimoniarlo».

Alla delusione per il risultato, Stefano Domenicali abbina considerazioni positive e speranze per il futuro, ma non quello immediato: «Siamo delusi, inutile negarlo. Avevamo il potenziale per ottenere un risultato migliore di questo ma non ci siamo riusciti. La mancanza di velocità di punta, uno dei punti deboli di questa F2012, ha impedito soprattutto a Fernando di sfruttare al meglio una strategia che, ad un certo punto, lo aveva messo in condizione di lottare per un posto nei primi cinque. Felipe ha puntato sulle due soste, contando su un degrado dei pneumatici degli avversari che però si è verificato soltanto per poche vetture. È stata una corsa abbastanza anomala - anche la qualifica - che ha riservato comunque delle sorprese rispetto alle previsioni e credo valga la pena analizzarne a fondo lo svolgimento per cercare di capire come interpretare in maniera migliore i prossimi appuntamenti. In Bahrain dovremo correre ancora in difesa, ma ciò non significa che andremo lì rassegnati. Abbiamo avuto tre vincitori diversi in tre gare, con delle alternanze di prestazioni che sono cambiate per alcune vetture di gara in gara in maniera molto significativa. In questa fase dobbiamo fare il massimo in pista e sfruttare tutte le opportunità, ma il lavoro più importante va fatto a Maranello, soprattutto sullo sviluppo aerodinamico. Bisogna accelerare l’introduzione delle novità e cambiare marcia. È un campionato lunghissimo ed imprevedibile, in cui le cose possono cambiare molto velocemente. Voglio fare i complimenti a Nico Rosberg per il suo primo successo in Formula 1 e alla Mercedes per il ritorno alla vittoria dopo 57 anni».



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