La giornata della Ferrari in Bahrain non ha visto particolari intoppi tecnici, ma la F2012, di configurazione pressoché identica a quella vista in Cina, ha sofferto forse più di altre monoposto il caldo ambientale e i problemi di pneumatici, anche perché carente di motricità già in condizioni normali. Comunque sono stati percorsi parecchi giri (52 e 49 tra Alonso e Massa) e questo potrà fornire una buona mole di dati da analizzare. Ferme restando le solite difficoltà.
Tuttavia Fernando Alonso non è particolarmente preoccupato per i risutlati della prima giornata, 8° tempo su questo tracciato che solitamente gli è congeniale: «Tradizionalmente sono sempre andato bene su questa pista, una delle poche dove ho vinto tre volte. È quindi sempre un piacere guidare a Sakhir e anche oggi mi sono divertito. Il primo giorno del Gran Premio del Bahrain è sempre molto difficile perché le condizioni della pista non sono mai ottimali, soprattutto a causa della sabbia e del vento. Inoltre, questo tracciato viene utilizzato molto raramente, il che contribuisce ad avere un venerdì di non facile interpretazione. Magari più che altrove. Per questo basare tutte le scelte in termini di assetto su quanto si è visto oggi non è sempre la mossa giusta perché dobbiamo essere consapevoli che la pista cambierà molto da qui a domenica. Abbiamo cercato di verificare nella maniera migliore il comportamento dei pneumatici: sono gli stessi di Shanghai ma le temperature sono ben diverse. C’è ancora molto lavoro da fare, soprattutto sul posteriore, per cercare di trovare maggior aderenza».
Nemmeno Felipe Massa si abbatte per le prestazioni odierne (12°) e guarda avanti: «È stata una giornata molto calda, in cui ci siamo concentrati principalmente sull’analisi del comportamento dei pneumatici Pirelli. Per quello che abbiamo potuto vedere oggi, il degrado è molto significativo, con entrambe le mescole, più che su altri tracciati. È stato un lavoro importante in funzione soprattutto della gara, ma anche per quanto riguarda le prove che determineranno la griglia di partenza. C’è ancora molto lavoro da fare, non ci sono dubbi su questo. La cosa fondamentale sarà mettere a punto una vettura costante nella prestazione per cercare di rendere meno veloce il degrado delle gomme».
«È cambiata soltanto la pista ma la monoposto è rimasta praticamente identica - conferma Pat Fry relativamente alla F2012 - quindi era difficile che potesse mutare la nostra posizione rispetto agli altri. Oltretutto, siamo su un circuito in cui trazione e velocità sul rettilineo sono due fattori chiave per avere una prestazione competitiva e l’attuale F2012 si è dimostrata particolarmente carente proprio in queste due aree. Perché quindi sorprendersi della nostra posizione e del distacco rispetto ai migliori? Di diverso rispetto a Shanghai ci sono inoltre delle temperature molto più elevate, il che influisce in maniera significativa sul comportamento dei pneumatici. Oggi abbiamo fatto il solito lavoro, mettendo a confronto delle configurazioni aerodinamiche leggermente diverse fra loro e lavorando sull’assetto delle due vetture. Adesso si tratta di analizzare bene i dati e di mettere insieme il meglio di quello che abbiamo. Domani ci aspetta una qualifica molto dura: riuscire a portare entrambe le macchine in Q3 sarà molto difficile, inutile nascondercelo».
«Questo per noi è l'ultimo Gran Premio, almeno speriamo, di uno dei nostri più difficili avvii di stagione. - ha affermato Stefano Domanicali nel corso della conferenza stampa ufficiale dopo le prove - In queste condizioni l'unica cosa che possiamo fare è ottenere il massimo dal "pacchetto" di cui disponiamo, capire i pneumatici e prepararci al meglio per la gara. Il nostro obbiettivo può essere solo quello di ottenere il più punti possibile, ed essere terzi in campionato vuol già dire molto. Significa anche che dobbiamo restare concentrati anche se al momento stiamo soffrendo. Ma al momento va così».