Ai box
Ferrari si parla senza mezzi termini di
gara leggendaria, e in effetti un po' di entusiasmo smodato ci può stare dopo
la delusione e le critiche del post-
qualifiche di ieri. Di sicuro la
vittoria a Valencia ha un che di strepitoso per come è stata ottenuta partendo
dall'undicesima posizione in griglia su una pista che solitamente
non favorisce i sorpassi. E per come
Fernando Alonso ha gestito con
decisione ma anche con sicurezza e maturità i vari sorpassi effettuati. Poi se è entrata la
safety-car e i principali candidati alla vittoria (
Vettel in particolare) si sono
ritirati, non è certo colpa del
team Ferrari, che ha invece gestito la gara in modo impeccabile (quella di
Alonso, almeno, perché con
Massa...).
Inevitabili e pertinenti pure i riferimenti alla doppietta di
Xabi Alonso che ieri ha condotto alla vittoria un'altra "
Roha" (sappiamo che si scrive roja, eh), con due gol alla Francia, accompagnando la Spagna alle
semifinali europee di calcio. Infatti con questo successo anche
Fernando ha ottenuto una
doppietta, essendo il
primo pilota di questa stagione a
vincere due gare.
Entusiasta pure il commento a fine gara di
Luca di Montezemolo, che può tornare a casa soddisfatto:
«Questa è la Ferrari più bella, quella che vogliamo tutti! Fernando è stato straordinario, difficile trovare le parole per definire la sua gara. Mi dispiace molto per Felipe, davvero sfortunato: stava andando molto forte e, ne sono sicuro, avrebbe potuto ottenere un bel risultato senza tutti i problemi che ha avuto. Questo è lo spirito di una squadra che non si arrende mai e che riflette quello della nostra terra, l’Emilia-Romagna, dove oggi tante persone stanno vivendo una situazione particolarmente difficile dopo il terremoto di qualche settimana fa: speriamo che questa vittoria possa avergli donato un sorriso!».
Subito dopo la gara,
Fernando Alonso era così felice da non avere parole, ma quando le ha trovate non lo si fermava più...
«È un giorno indimenticabile per me, non riesco a trovare le parole giuste per descrivere quello che provo! Vincere nel mio Paese rappresenta un’emozione indescrivibile: mi ricordo ancora del successo di Barcellona nel 2006 e vincere oggi a Valencia con questa squadra fantastica è straordinario, soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo vivendo in Spagna. È bello che lo sport - penso anche ai successi della Nazionale di calcio e di Nadal – possa regalare un sorriso. Lo stop nel giro di rientro? Non so cosa sia successo ma è arrivato al momento giusto perché ero davanti alle tribune e ho potuto festeggiare insieme ai miei tifosi! Lo sport ripete sempre la stessa lezione: ci sono alti e bassi e le cose cambiano velocemente. Ieri siamo rimasti fuori dalla Q3 e oggi abbiamo vinto: significa che non dobbiamo mollare mai, fino alla bandiera a scacchi. È un bel regalo per tutti coloro che sono arrivati qui da lontano, magari dormendo in macchina e poi stando sulle tribune con un caldo torrido. In partenza non è stato facile guadagnare delle posizioni e ho cercato di ritardare la frenata al massimo alla curva 4 rimanendo all’esterno. Poi ho iniziato a risalire la china e, dopo la safety-car, ho cominciato a sperare nel podio. Poi ho attaccato Grosjean e sono riuscito a passarlo, anche se ho temuto che, nel contatto avuto con lui, avessi riportato dei danni: due o tre curve dopo ho capito che tutto era a posto e mi sono rilassato. Quando sono passato in testa dopo il ritiro di Vettel abbiamo tutti sperato che le gomme arrivassero fino alla fine. Ero sempre in contatto con il mio ingegnere che mi diceva che avevo lo stesso passo degli inseguitori: alla fine non ne avevo più ma, a differenza del Canada, anche gli altri erano nella stessa situazione. È stato emozionante avere sul podio Andrea Stella perché lui ha lavorato sia con Michael che con Kimi: ha potuto festeggiare nella maniera migliore una vittoria del tutto inaspettata, vista la posizione in griglia. Pensando a ieri, quello che è successo conferma che c’è ancora molto da lavorare: dobbiamo essere onesti, con noi e con i nostri tifosi. Faremo di tutto per vincere questo campionato ma ancora non abbiamo la vettura più veloce e dobbiamo spingere per ottenere al più presto questo obiettivo».
Nella giornata dell'apoteosi, la fortuna non ha aiutato l'altro ferrarista,
Felipe Massa, anzi:
«Che volete che dica, oggi non me n’è andata bene una! Dall'8° giro ho cominciato a sentire che c’era qualcosa che non andava nel posteriore della vettura e, a fine gara, la squadra ha trovato alcuni danni che avevano completamente rovinato il bilanciamento e il livello di carico aerodinamico (probabilmente a causa di detriti in pista per l'incidente fra Karthikeyan e Pic, ndr).
Dal poter attaccare la Force India sono passato a perdere un secondo al giro! Sono molto dispiaciuto perché avevo un buon passo e potevo restare vicino al gruppo dove si trovava Fernando. Poi c’è stata anche la collisione con Kobayashi e lì tutte le mie speranze di finire nei punti sono svanite. La vettura oggi andava molto bene, era al livello dei migliori. Sono contento per la vittoria di Fernando, che ha disputato una corsa fantastica, ma anche amareggiato perché oggi poteva essere una giornata molto bella per entrambi!». Felipe non cita, oltretutto, la sfortuna dell'ingresso della
safety-car proprio appena dopo il suo
pit-stop e soprattutto il piccolo pasticcio con le
gomme anteriori di mescola differente nella sosta ai box, ma ce n'è già d'avanzo...