dal nostro inviato Alberto Antonini
Fernando Alonso si aspetta un altro podio dalla gara di Sepang; che vinse l’anno scorso con una vettura ben più modesta dell’attuale. Nelle due sessioni di libere, oggi la F138 ha ottenuto due quarti posti, con Alonso e Massa rispettivamente. Distacchi non abissali (è una pista lunga): 0”384 nella P1 da Webber, solo 92 millesimi di Massa da Raikkonen nella P2. Sulla Rossa non si vede più il buco sotto il muso, in compenso è arrivato Simone Resta, vice di Tombazis e leader del progetto F138.
Ma la prestazione non è tutto, in questa F.1 che Webber chiama “dominata dalle gomme”. Eppure, dalla concorrenza arrivano solo complimenti alla Rossa. Ross Brawn, il suo ex dt oggi alla Mercedes, dice: «In Australia avevano il passo di gara migliore. Se avessero fatto due soste come la Lotus avrebbero vinto».
Il suo alter ego di oggi, Pat Fry, risponde così: «Non ci sentivamo di essere così coraggiosi da tentare i due pit-stop, abbiamo scelto una strategia aggressiva con un cambio gomme in più e pagato il traffico». E per Sepang? «Credo che il ritmo di gara dovrebbe essere buono». Dalle sessioni di prove, disturbate dalla pioggia, francamente si è capito poco. Però è evidente che in questa fase tutti i team di punta - cioè Red Bull, Lotus e Ferrari - sono molto ravvicinati nella prestazione. E la differenza la potrà fare proprio quel giro in più che ognuno può “spremere” dalle sue gomme.
In Australia Alonso è arrivato secondo grazie a un “undercut”, cioè una sosta - la seconda - anticipata. Ma qui in Malesia il rischio è ancora maggiore: si può schivare il traffico, ma poi bisogna fare più giri con il set di pneumatici successivo. A rischio di arrivare al “cliff”, il momento in cui le gomme cedono di colpo. Che per le due sembra essere dopo il 15° passaggio. Eppure, prima o poi bisognerà osare. Cosa che Alonso sta già facendo nelle dichiarazioni dopo le prove libere: «È un po' che non occupiamo la prima fila dello schieramento, e stavolta penso proprio sia possibile»...