La gara del
Canada finisce dimostrando che effettivamente - come dichiarato a più riprese - la
Ferrari è molto
efficace in condizioni "normali", senza cioè
variabili come pioggia, safety-car o altro. Lo ha dimostrato
Fernando Alonso col suo secondo posto per nulla regalato, ma pure
Felipe Massa con la rimonta dal 16° all'8° posto. Il "problema" è che anche la
Red Bull si è dimostrata anche oggi molto efficace e
Sebastian Vettel sempre velocissimo, meritando la vittoria finale pur permettendosi
due distrazioni che la rendono meno cristallina: una andando a "piallare" il
muretto oltre il cordolo all'uscita della curva 4, l'altra sbagliando la
prima staccata dopo il traguardo al 52° giro e finendo sull'erba quasi volontariamente per evitare danni maggiori. Entrambi gli episodi non hanno minimamente
scalfito la macchina progettata da
Newey, che si dimostra anche robusta.
A questo punto a molti viene da pensare che il
Mondiale F1 sia già "segnato": vorremmo tuttavia ricordare che siamo solo alla
settima gara su venti, e che comunque la
Ferrari si è dimostrata competitiva. A penalizzarla solo la non favorevole
posizione di partenza, ma ricordiamo che qui in
Canada le
qualifiche (e le prove in genere) non si sono certo svolte in situazioni "lineari", con
l'asfalto quasi mai in condizioni
accettabili.
Belli diversi duelli in pista, culminati con quello fra
Alonso e Lewis Hamilton per il 2° posto e che non si è concluso subito dopo il sorpasso dello spagnolo. Ma anche quello iniziale fra
Valtteri Bottas e Adrian Sutil che ha visto i due cercare di percorrere affiancati la prima esse, con il testacoda del tedesco evitato da tutti quelli che seguivano, in particolare
Jean-Eric Vergne. Il francese ha condotto una bella gara che lo premia col sesto posto finale. Bravo anche
Paul Di Resta che ha saputo sfruttare una strategia mirata a un solo pit-stop. Stessa strategia per
Kimi Raikkonen, che però non va più in là del 9° posto finale: stavolta la
Lotus non sembra aver trovato i giusti settaggi per far rendere al meglio le gomme, come dimostra la gara di
Romain Grosjean. Partito ultimo, il francese era entrato fra i primi dieci dopo aver sostituito le gomme a
mescola media iniziali con le
supersoft, ma nonostante fosse ormai a macchina scarica di carburante si è nuovamente fermato una dozzina di giri dopo a rimettere un set di
medie, a 15 giri alla fine: insomma, la vettura non aveva "digerito" le gomme più morbide. Nemmeno
Nico Rosberg, del resto, è parso aver trovato il bandolo della matassa, relativamente alle gomme, in questa gara, arrivando 5° (e ultimo dei non doppiati) a ben 44 secondi da
Mark Webber, peraltro autore del giro più veloce in gara nonostante l'ala davanti danneggiata in un contatto con
Van der Garde (il che pone dei dubbi su quali servano veramente di tutti quei profili...).
Ultima nota, invece, al
dopogara inqualificabile da parte di quanti anziché essere
sportivi preferiscono
tifare "contro". Ci riferiamo sia agli "
antiVettel" che agli "
antiAlonso", che nella loro chiusura mentale non si rendono conto che con i loro comportamenti vanno invece a
danneggiare la reputazione di chi pensano di difendere. Nessun commento è necessario per i "boo" indirizzati verso il podio mentre venivano consegnati i (bei) trofei al
vincitore. Poi ci si è attaccati a
insignificanti episodi di gara per sminuire la prestazione di due piloti: in un caso
Vettel che ha
usato l'ala mobile, nell'altro
Alonso che ha
superato Gutierrez in regime di bandiere gialle. Peccato che il tedesco abbia potuto utilizzare il
drs proprio perché confermato al "
detection point" (basta anche un doppiato superato alla curva 10). Mentre lo spagnolo ha
completato il sorpasso prima dei pannelli gialli, e comunque se è il doppiato a lasciar passare non viene mai considerata
infrazione dai commissari. Insomma, sarebbe meglio darsi una
calmata, oppure l'inutilissima gazzarra dopo il
GP del Brasile (per i presunti sorpassi "sotto giallo" di
Vettel) dell'anno scorso non ha insegnato nulla? Anche perché su queste cose la
direzione di gara ha un
controllo totale di quanto avviene in pista, a differenza dei tifosi...
m.v.