dal nostro inviato: Alberto Antonini
Siamo tornati alla normalità di una Ferrari da terza fila. Alonso quinto, Massa settimo, staccati di 138 millesimi con Raikkonen nel mezzo. Uno contento e l’altro no. La Ferrari aveva detto, alla vigilia, di avere capito i suoi problemi (che sono di aerodinamica, tanto per cambiare). Ma dopo un giro che lui stesso definisce "un piccolo miracolo”, Fernando fa rimarcare amaramente che «non è male finire quinti essendo la quarta forza». Vale a dire che classifica la Ferrari, come valore, al di sotto non solo di Red Bull, ma anche di Lotus e Mercedes.
Eppure non traccia un bilancio negativo. «Siamo contenti della macchina. Su questa pista in teoria dovevamo soffrire di più, ci sono tante curve lente e a lunga percorrenza, curve da trazione. Direi che abbiamo migliorato proprio nella trazione e nell’inserimento in curva. Buona anche la reattività ai cambiamenti che abbiamo fatto, a volte finalizzati non
alla prestazione pura sul giro, ma alla costanza».
Massa non è così allegro: «Non è andata così bene. Non sono soddisfatto, mi aspettavo di più. E se in alcune curve dobbiamo girare più “larghi” degli altri, più che un problema di trazione, direi che è di percorrenza. O se vuoi, di mancanza di carico».
Partendo dalla parte pulita della pista, Fernando dovrà cercare di sfruttare il rettilineo. Nonostante questo sia corto, la distanza fra partenza e prima curva è la quarta, in ordine di lunghezza, di tutto il mondiale. Ma Fernando, che qui dieci anni fa vinse il suo primo Gp di F.1, non vuole fare previsioni: «Sulle altre piste potevamo prevedere le soste ai box con uno scarto di due o tre giri. Qui non sappiamo nemmeno quanti ne faremo».