Come battere Vettel in India?

Le strategie differenti di Raikkonen, Rosberg e Webber
Come battere Vettel in India?

Pubblicato il 24 ottobre 2013, 18:18

Webber, Rosberg e Raikkonen erano i “big” della conferenza stampa del giovedi pre-Gp India, quella che si tiene abitualmente alla vigilia delle prove libere di ogni Gran Premio con piloti sempre diversi. Per battere Vettel i tre hanno strategie diverse: Raikkonen ammette che il suo punto debole è la qualifica. «Devo riudire a partire più avanti in griglia per vincere delle gare. Se riuscissi a migliorarmi in qualifica questo mi darebbe una buona possibilità per battere le Red Bull, anche se non sono soltanto loro l'avversario». Per Rosberg «le ultime gare non sono andate secondo i piani, abbiamo avuto sfortuna. Loro sono più veloci di noi, ma abbiamo un’ottima macchina. Se riusciamo ad azzeccare tutto, credo che qui in India sia possibile battere Sebastian e la loro macchina». Mentre invece Webber dice: «Vettel qui ha vinto tutte e e due le volte che abbiamo corso; gli sta andando tutto bene ultimamente, ma io posso batterlo. Per farlo però ho bisogno di un week end perfetto: di fare la pole e di una strategia perfetta in gara».  Vista la presenza di Webber, il discorso è scivolato fatalmente sulla discussa strategia del team Red Bull nei suoi confronti che gli ha fatto perdere la vittoria a Suzuka. A disatanza di 15 giorni Webber è ancora contrariato per quell’episodio. «Sono ancora convinto che la strategia a due soste, invece che le tre che mi anno fatto fare, fosse la scelta migliore. Non ho più esaminato i dati del Gp Giappone ma continuo a pensare quel che ho detto subito dopo la corsa: ero un poco sorpreso della scelta fatta dal team. Vi spiego subito perché: facendo tre soste avrei dovuto superare due macchine per vincere (Grosjean e Vettel, ndr) e invece sono risucito a passarne soltanto una (la Lotus, ndr), mentre con quella a due soste mi sarebbe bastato passarne una sola». Webber non tiene conto però del degrado di gomme che avrebbe subito mantenendo le gomme del secondo stint che l’avrebbe costretto a difendersi a sua volta dall’attacco di due avversari.

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