dal nostro inviato a Jerez (Spagna): Alberto AntoniniVettel alla Ferrari. No, il mercato per adesso non si muove, ma Sebastian sì. Visibilmente seccato, dopo il guasto al recupero di energia che ha mandato in fumo pezzi di carrozzeria e programma di test, il campione del mondo è andato a mangiare alla Rossa. Con Pedro de la Rosa e Charlie Whiting, delegato Fia.
E mentre lui si sfogava sulla pasta, la Ferrari macinava chilometri. 47 giri, cinquanta in meno della “maratona” di Rosberg, ma sufficienti a dare il sorriso al dt James Allison: «Siamo ragionevolmente contenti, non c’è nessun guasto “killer” che non sia stato preso in considerazione. In questi primi due giorni conta solo girare, per programmare la vettura con i miliardi di numeri che servono a farla funzionare. Ci sono cose in apparenza semplici, ma indispensabili per questa vettura, come il raffreddamento di tutti i vari fluidi».
La F14 T soddisfa Allison anche come estetica: «Ha linee pulite ed è compatta, ma aggressiva. Frutto di un lavoro di due anni sull’installazione delle varie componenti».
Kimi Raikkonen è a posto così: «In questi giorni lavorano più gli ingegneri che i piloti. Ma a ogni uscita impariamo qualcosa e l’importante adesso è fare strada».
In pista, la Ferrari è la più silenziosa, quasi “elettrica”, e Kimi mette in mostra un grande controllo, quasi da rallysta, in un momento in cui tutti faticano a stare in pista per la riduzione del 20 per cento della deportanza. Riduzione che la McLaren risolve a suo modo, con la “butterfly” suspension, la sospensione coi triangoli sdoppiati e carenati (nell'immagine sotto) in modo da formare un vero profilo alare. «L’ho solo vista in foto, non voglio giudicare», commenta Allison.
Domani e venerdì tocca ad Alonso.
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