Il segreto Ferrari: la “doppietta elettrica”

Così l’Ers interviene nelle scalate di marcia per consumare meno
Il segreto Ferrari: la “doppietta elettrica”

Pubblicato il 10 marzo 2014, 13:10

La Ferrari F14 T ha la doppietta elettrica. No, non è un fucile di nuovo tipo. È uno dei segreti della F14 T. E spiega la particolare silenziosità della monoposto rossa, che nell’avvicinamento alle curve non ha il rumore caratteristico delle altre monoposto, Mercedes soprattutto. Ecco di che si tratta. Nelle scalate di marcia, il motore deve salire di giri per aiutare l’inserimento del rapporto inferiore. I moderni cambi sequenziali devono “passare” tutte le velocità, non si può passare per esempio direttamente dalla sesta alla seconda. A ogni cambiata, chiamata dal pilota con la levetta dietro il volante, l’elettronica invia un impulso che dà la caratteristica sgasata (i vecchi automobilisti, con i cambi non sincronizzati, la chiamavano doppietta). Solo che... nell’epoca della “formula consumi”, anche queste impennate di giri fanno consumare più benzina. E invece bisogna risparmiarla. Per questo la Ferrari ha studiato un sistema tutto particolare. Invece del motore termico V6, è quello elettrico, per la precisione lo Mgu-K (“erede” del Kers) che provvede a innalzare il regime per la scalata di marcia. Come in tutte le cose, ci sono vantaggi e svantaggi. Il vantaggio è che non si spreca carburante. Lo svantaggio è che si chiede di più alla parte elettrica. Secondo alcuni osservatori della concorrenza, la Ferrari fa così perché ha problemi di consumo. In ogni caso, lo sapremo presto. (a.a.)

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