Da domani si riaccenderanno i motori sul circuito di Barcellona, ed è sempre più realisticamente difficile (anche se si è ancora in attesa di un comunicato ufficiale della McLaren-Honda) che Fernando Alonso possa essere in pista per i test Formula 1.
A questo punto il pilota spagnolo tornerebbe ad indossare casco e tuta solo a Melbourne, il prossimo 15 marzo, per la prima tappa stagionale del Mondiale 2015. L’agente di Alonso Luis Garcia Abad ha dichiarato ieri che Fernando sta bene, ma ha anche sottolineato che ha pur sempre preso una bella botta.«Si è spaventato – ha confermato Abad alla Gazzetta dello Sport - non dimentichiamo che da quando è successo l’incidente sono passate poco più di 48 ore. E poi che senso avrebbe lasciare l’ospedale per andare a stare in un hotel? Nessuno. In questo momento la salute del mio amico è l’unica cosa che ci preme, per cui ci prenderemo tutto il tempo necessario fino a che la sua condizione non sarà ristabilita. Se Fernando guiderà in questi test? Io mi preoccupo della sua salute, il resto non è il mio mestiere».
Intanto ieri il lungo capitolo sulle cause dell’incidente di Alonso si è arricchito di nuove ipotesi. Una fonte twitter anonima (ma solitamente molto attendibile) ha indicato in un problema all’ERS il motivo che avrebbe mandato il pilota spagnolo contro le protezioni. Ed aggiunge dettagli sulla sua permanenza in ospedale, che sarebbe legata alle difficoltà mostrare da Alonso nel ricordare quanto avvenuto in pista.
Roberto Chinchero
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