Ci sono almeno due costanti tra Melbourne 2014 e il Gran premio d’Australia 2015: una riguarda la Mercedes, ampiamente favorita, l’altra le gomme Pirelli, che si presentano all’appuntamento inaugurale con l’opzione morbida accanto a quella media.
Piccole modifiche alle coperture posteriori renderanno le monoposto più veloci nella fase di uscita curva, quando si richiamerà la massima coppia da scaricare sull’asfalto. Accelerazioni repentine e frenate decise, questo è (anzitutto) l’Albert Park, che stressa maggiormente la gomma posteriore sinistra nelle dieci curve a destra e sei a sinistra che compongono il tracciato. Mancano i curvoni di Barcellona, esclusa la veloce esse nel settore centrale, unico punto in cui l’aerodinamica delle monoposto e la rapidità nel cambiare direzione viene messa alla prova.
I restanti 5.303 metri sono un susseguirsi di allunghi e staccate, a partire dalla prima decisa frenata che offrirà chance di sorpasso, quella in curva 3. Il carico aerodinamico delle monoposto sarà elevato, necessario anche per restituire quella stabilità in frenata che fa la differenza a Melbourne, al pari di un inserimento dell’anteriore pronto e reattivo nelle curve del settore finale soprattutto . La Pirelli si attende un delta di prestazione tra le due mescole che oscillerà tra 1”2 e 1”5, mentre i tempi rispetto al gran premio dello scorso anno sono previsti più bassi di 2 secondi.
Ricordiamo che il record sul giro appartiene a Michael Schumacher, segnato nel 2004, quando fece registrare 1’24”125, nel 2014, invece, il riferimento più rapido su asfalto asciutto è l’1’29”3 di Rosberg nel corso delle prove libere 3.
Un’altra caratteristica del circuito è l’evoluzione drammatica dell’asfalto tra le sessioni di prove libere e la gara, tipico di un semipermanente con fondo molto liscio. E’ lecito attendersi un venerdì critico per l’aderenza, con monoposto che scivolano e potrebbero restituire indicazioni non del tutto veritiere in vista del gran premio nelle simulazioni di long run, proprio per la gommatura che andrà a depositarsi e varierà durata e comportamento degli pneumatici.
Lo stress che dovranno sopportare Pirelli morbide e medie sarà essenzialmente di tipo longitudinale e proprio per queste peculiarità le modifiche apportate dal gommista avranno modo di esprimersi al meglio, visti gli interventi per consentire di aprire prima il gas ai piloti e guadagnare in trazione. Quanto alle strategie di gara, in caso di gara sull’asciutto dovremmo assistere a due pit-stop, scelta che portò Rosberg alla vittoria nel 2014: primo e secondo stint sulle morbide, relegando le meno veloci medie nell’ultima parte di gara.
f.p.