Alonso boccia la F1 attuale: "Non necessita di talento, basta premere un pulsante"
Lo spagnolo dell'Aston Martin ha aspramente criticato il nuovo regolamento, mentre per Damon Hill il pericolo si chiama IA
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Pubblicato il 4 aprile 2015, 18:44
Ad analizzare la situazione della Red Bull ci aiuta un'intervista esclusiva che Helmut Marko, l'ex pilota austriaco ora "motorsport consultant" del team, ha rilasciato a Formula1.com, dove si inizia chiedendo lumi su uno degli elementi più criticati, cioè la power unit francese: per quanto riguarda il propulsore Renault, come vi trovate in questo momento?
«Siamo molto distanti dalla Mercedes - risponde Marko - che sta dominando in modo lampante. Queste unità sono complesse: motore endotermico e ibrido, MGU-K, MGU-H… E c'è da mettere tutto insieme e fare in modo che sia guidabile: è questo a fare la differenza, ed è chiaramente il caso Mercedes. Ma dato che le regole non sono aperte, questo significa che hai la possibilità di apportare modifiche solo su una scala molto limitata, e di conseguenza diventa molto difficile, se non impossibile, riuscire a recuperare».
È qualcosa che riguarda solo il 2015 oppure fino a quando non cambieranno i regolamenti?
«Questa situazione durerà fino a quando le regole non verranno cambiate di nuovo. Certo, quando ti capita un weekend disastroso come quello di Melbourne, le parole sfuggono alla svelta; e il fine settimana in Malesia non ha facilitato granché la situazione. Ora abbiamo istituito un sistema in cui viene chiaramente definito chi ha certe responsabilità, in quanto ci sono stati in passato errori da parte Renault così come da parte nostra, anche perché vi sono differenti culture aziendali. C'è fondamentalmente un'organizzazione statale, mentre noi in UK abbiamo persone molto motivate che reagiscono istantaneamente a qualsiasi necessità. Aggiungiemo i problemi alla struttura di prova, e si arriva alla situazione che avete visto nelle ultime due gare. Come e quando troveremo dei miglioramenti, e se in questa stagione o nel 2016, non è ancora chiaro».
Quanto pensate siano reali le minacce Renault di tirarsi indietro?
«In Renault stanno spendendo un sacco di soldi per questo propulsore. Non tanti quanto Mercedes, ma lo stesso una quantità significativa. E si confrontano con gli stessi problemi che abbiamo noi: il loro coinvolgimento in F1 deve ripagare! Aggiungete che la Renault si sente sottorappresentata sul lato del marketing, e così si arriva a considerazioni come comprare la Toro Rosso o più facilmente aggiungervi una livrea gialla per avere una migliore piattaforma di marketing. Ma naturalmente le cifre devono corrispondere».
Che significato potrebbe avere, per la Red Bull Racing, se la Toro Rosso diventasse gialla?
«Un simile scenario potrebbe aver luogo solo se la stretta relazione fra RBR e Toro Rosso restasse intatta all'interno delle regole. L'organico della Red Bull Racing è molto più elevato e l'equipaggiamento del team più sofisticato: quindi senza il know-how della RBR, la Toro Rosso ne risentirebbe come competitività. Per cui, come ho detto, una stretta interazione fra entrambe le squadre è fondamentale per un tale scenario».
La Red Bull ha avuto 5 anni di grandi successi con la Renault, culminati nella conquista di 8 titoli in 4 anni. Può una cattiva annata distruggere un matrimonio così felice?
«Sì, abbiamo avuto anni di grandi successi con la Renault, per cui è stato davvero inaspettato avere una così difficile stagione nel 2014 e che il motore Renault non potesse competere con il Mercedes. Certo abbiamo migliorato nel corso della stagione e siamo rimasti l'unica altra squadra a vincere oltre alla Mercedes. Quindi la delusione che l'inizio del 2015 sia stata nuovamente una catastrofe, è stata davvero grande. Ora ci troviamo al secondo anno di problemi, e in questo momento in sesta posizione fra i costruttori proprio dietro al nostro junior team! Naturalmente questo è stato un campanello d'allarme per le persone che lavorano a Viry, che ci hanno promesso un significativo aumento delle prestazioni nel corso del campionato, che ci permetterà di essere di nuovo competitivi».
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