Per poco più di 2 secondi dopo 70 giri, ma anche stavolta Nico Rosberg si è dovuto accontentare del secondo gradino del podio, dopo un GP che lui a caldo ha sintetizzato così: «È stata una bella gara, contro Lewis: io ho spinto come un pazzo per mettergli pressione, ma lui non ha sbagliato mai».
Andando più a fondo nell'analisi complessiva della gara, però, Rosberg spiega alcuni dettagli che aiutano ad inquadrare meglio quanto avvenuto nelle posizioni di testa del Gran Premio canadese: «È stata una gara dura, con pneumatici, freni e carburante tutti al limite. Il problema per me è stato quello di raffreddare i miei freni stando dietro a Lewis. Ho dovuto prendere traiettorie diverse per prendere il fresco. Negli ultimi 10 giri ho forzato il ritmo e ho iniziato ad attaccare utilizzando maggiormente la mia potenza ibrida elettronica, che avevo risparmiato fino a questo punto. Ma il problema è che gli ingegneri del tuo compagno di squadra sanno sempre cosa stai facendo e possono chiedergli di innalzare il ritmo quando serve. Così è stato tutto un fotocopiare quello che stavo facendo e non vi era alcuna possibilità di un attacco a sorpresa. È stato un po' un peccato, ma è così. E il secondo posto va comunque bene».
Ma cosa poteva servire allora per stare davanti a Hamilton? «Quel poco che mi poteva servire davvero - conclude Rosberg - l'ho perso in qualifica. Perché il passo di gara c'era, ma dovevo essere davanti. Quindi ho bisogno di fare un lavoro migliore lì e mettere insieme un weekend perfetto come in Spagna. Ora guarderò avanti, verso l'Austria, dove ho ottimi ricordi con la mia vittoria dell'anno scorso».
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