8 luglio 1990: 100esima vittoria Ferrari, ma il protagonista fu Ivan Capelli
Al Paul Ricard la Ferrari celebra un traguardo storico con Alain Prost, mentre Ivan Capelli, porta la Leyton House a un passo da una della vittoria in Formula 1
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Pubblicato il 22 giugno 2015, 12:27
Andati sulle soft, i tempi registrati dicono qualcosa di molto interessante, palese guardando l’1’11”235 di Rosberg, l’1’11”475 di Hamilton e l’1’11”499 di Vettel: meno di 3 decimi tra la Ferrari e il miglior giro Mercedes. In realtà è un dato da contestualizzare, frutto della rimonta forzata di Sebastian, a dover recuperare il tempo perso al pit-stop su Massa, mentre in testa Nico poteva condurre gara di conserva, vista anche la penalizzazione di 5” comminata a Hamilton. E’ lecito pensare avessero del margine, anche perché lo hanno espresso alla perfezione nella prima metà di gara.
Guardando alle strategie degli altri piloti, colpiscono gli “appena” 26 giri fatti da Bottas e i 25 di Hulkenberg – in linea con la previsione Pirelli, di fermata al 24mo giro, ma senza tenere in conto la safety car –, in bagarre fino al giro del pit, quando il finlandese ha avuto la meglio con una manovra decisa in curva 3 sul pilota Force India, ripetuta dopo la sosta, visto che Hulkenberg gli era balzato nuovamente davanti.
Quanto alla durata degli stint, abbiamo già detto dei 50 passaggi di Ricciardo sulle soft, mentre sulle supersoft è stato Vettel a tenerle più a lungo di tutti, 36 passaggi con i tempi sul giro che si sono alzati solo nelle tornate finali, andando sopra l’1’13” rispetto a un passo che l’ha visto per ampie porzioni di gara al di sotto, unico insieme ai due Mercedes (poi riferimento copiato anche da Massa).
E’ stata una strategia a due soste forzate, quella di Kvyat fermatosi già al primo giro, con la sostituzione del musetto sulla Red Bull, mentre la Sauber di Ericsson, dopo lo stop al secondo giro ha pittato di nuovo al 12mo e al 45mo, quando ha sfruttato nuovamente le supersoft. Nella strategia dello svedese, però, hanno inciso il primo giro, quando passando sui detriti dell’incidente in curva 2 ha danneggiato l’ala ed è stato costretto al rientro anticipato, oltre a problemi di natura elettrica.
Fabiano PolimeniLe notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
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