GP Silverstone, Hamilton vuole il vero trofeo

Dopo il «pezzo di plastica» del 2014, Lewis si aspetta torni il trofeo in oro e argento sul podio
GP Silverstone, Hamilton vuole il vero trofeo

Pubblicato il 1 luglio 2015, 16:54

Lo scorso anno ci restò decisamente male, Lewis Hamilton sul podio del Gran Premio di Gran Bretagna. Vinse e si aspettava lo storico trofeo del BRDC (British Racing Drivers' Club), in oro e argento, riservato al vincitore e diverso da quelli consegnati al secondo e terzo arrivato. Non fece mistero come il «pezzo di plastica» che replicava il logo della banca sponsorizzatrice della gara fosse brutto e scadente (lo definì un pezzo di plastica da 10 pound). Quest’anno, quasi dando per scontato che sarà ancora sul gradino più alto del podio, gioca d’anticipo e si augura gli organizzatori presentino ben altro. Nel 2014 riuscì a farsi portare in sala stampa il trofeo, la cui copia originale resta di proprietà del circuito, mentre una replica viene data poi al vincitore. Quanto Hamilton tenga ai trofei non si scopre certo oggi, avendo dibattuto a lungo con la McLaren in fase di rinnovo, prima di firmare per la Mercedes, perché potesse tenere quelli che legittimamente aveva vinto in pista. «Lo scorso anno mi hanno dato quella cosa di plastica (rappresentava il logo stilizzato della banca spagnola sponsor del Gran Premio a Silverstone; ndr). Per me è stato un po’ come “Questo non è il vero trofeo”. All’inizio della mia carriera in Formula 1 i trofei erano davvero belli, ora sono semplicemente orrendi, ragazzi», spiega l’inglese. Non gli si può certo dare torto. Intanto, l’organizzazione ha svelato la forma del nuovo trofeo che premierà i piloti e certo non brilla per originalità: replica il layout della pista, come tanti altri appuntamenti nel mondiale hanno già scelto di fare. Dal BRDC ascolteranno le lamentele di Lewis e rispolvereranno la vera coppa? La “crociata” di Hamilton contro la pochezza dei premi oggi presentati ai piloti è poi proseguita: «Sono davvero brutti, l’ho detto a Bernie Ecclestone e ha portato nella stanza il ragazzo incaricato dei trofei e gli ho detto: “Tu sai già”. Perciò tengo le dita incrociate». Fabiano Polimeni

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