C’è una ragione tecnica precisa che giustifica il dietro front sui rifornimenti da reintrodurre nel 2017. Decisione prima approvata dai sei team manager presenti nel Gruppo Strategico e poi rinnegata all’unanimità nella successiva riunione a Montreal.
La ragione si chiama sicurezza. O meglio sarebbe dire il pericolo, che questa procedura, con le attuali benzine, avrebbe implicato. Considerando che il tempo di sosta non avrebbe oltrepassato i tre secondi, perché la quantità di benzina era comunque inferiore rispetto a una volta. Le attuali benzine sono diverse rispetto a quelle utilizzate all’epoca dei motori aspirati. Sono molto più “esplosive”, non solo come potere detonante nelle camere di combustione, ma anche in caso di eventuale fuoriuscita.
Considerando che per rimanere entro 3 secondi di sosta, la pressione comunque doveva essere piuttosto elevata. Un minimo problema di fuoriuscita, avrebbe trasformato le vetture in pit lane in autentiche “bombe”, per cui si è preferito lasciare perdere. Nella considerazione che gli attuali motori invece necessitano tassativamente di quel tipo di carburante. Poi, ma in seconda battuta, c’erano i costi elevati che questa procedura avrebbe implicato. In termini di personale e di equipaggiamento.
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