F1, il GP d’India e i nodi fiscali

Il presidente della federazione indiana ha incontrato Ecclestone per discutere il ritorno in calendario della gara
F1, il GP d’India e i nodi fiscali

Pubblicato il 9 luglio 2015, 12:14

Un ritorno della Formula 1 in India non è da escludere, ma con precisi requisiti. E’ quanto emerge dalle parole degli organizzatori del gran premio a Noida, dove si è corso per l’ultima volta nel 2013 e si potrebbe tornare nel 2017. I problemi da risolvere sono gli stessi che hanno portato il Circus all’abbandono, ovvero, legati a questioni di tasse e fiscalità. Il presidente della FMSCI Vicky Chandock, insieme al figlio ed ex pilota Karun, ha incontrato sia Ecclestone che Donald Mackenzie, principale azionista di CVC. «E’ stato bello incontrare di nuovo Bernie e sarebbe felice di tornare in India; gli organizzatori della gara, Jaypee, voglio anche che si torni a correre. Speriamo che il contenzioso fiscale venga risolto in nostro favore e, con il benestare del governo centrale, sento che avremo il sostegno dei vari ministeri. Con il seguito globale che ha la categoria, sarebbe positivo per l’India un ritorno del gran premio», ha dichiarato in un’intervista al Press Trust of India. La Corte suprema indiana si pronuncerà solo il prossimo settembre e in prospettiva 2016 non sembrano esserci margini di manovra per un rientro del gran premio in calendario, si lavorerebbe così in ottica 2017. «Volevamo semplicemente verificare l’interesse per un Gran Premio in Inidia, se fosse ancora presente o se si è spostato su altri Paesi. La notizia positiva è che Bernie e la CVC sono ancora interessati ma non sono contenti della lite fiscale pendente». Anche gli organizzatori della Jaypee, per bocca di Sameer Gaur, attendono che si risolva il nodo giudiziario: «Attendiamo la risoluzione del contenzioso fiscale sulla tassazione dei guadagni e una volta risolto torneremo in pista. E’ il problema principale da affrontare», ha commentato. Jaypee che finì davanti alla Corte suprema indiana proprio nel 2013, con l’accusa di non aver pagato le tasse sull’edizione 2012, oltre a doversi fare carico delle tasse doganali imposte sul materiale delle scuderie. Fabiano Polimeni

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