Tutta la F1 al funerale di Bianchi

Le esequie si sono svolte ieri a Nizza. C’erano Vettel, Hamilton, Rosberg, Massa e Vergne amico fraterno di Jules
Tutta la F1 al funerale di Bianchi

Pubblicato il 21 luglio 2015, 16:03

Il commesso addio a Jules Bianchi si è svolto ieri mattina alla chiesa Sainte Reparate di Nizza. A rendere l’ultimo omaggio allo sfortunato pilota francese deceduto venerdì 17 luglio c’erano tutti i suoi colleghi di F1. Fra loro Lewis Hamilton, Rosberg, Vettel, Massa, Grosjean, Maldonado, Gutierrez. E poi tanti colleghi di Bianchi che hanno condiviso battaglie in pista negli anni passati, in karting, in F.3 e in Gp2 prima del suo arrivo alla F.1. Presenti anche lo staff attuale della Ferrari, con il team principal Maurizio Arrivabene in prima fila, e anche Domenicali che era stato quattro anni fa l’artefice dell’ingresso di Bianchi nella Ferrari Driving Academy. E anche il presidente della Fia, Jean Todt e suo figlio Nicolas Todt, che era il manager di Bianchi fin dall’inizio della carriera di Jules. Tra i più commossi Jean Eric Vergne, il francese ex Toro Rosso e attualmente in forza alla Ferrari dove si occupa del simulatore, che era amico fraterno di Bianchi. Fu Vergne a realizzare gli adesivi per i caschi dei suoi colleghi con la scritta "TousavecJules#17” (tutti con Jules) che i piloti hanno sfoggiato negli ultimi Gran premi del 2014. Al termine della cerimonia funebre sono state suonate due canzoni che erano colletto care a Jules Bianchi: “Hotel California” degli Eagles e “La notte” di Arisa, che testimonia l’attaccamento del pilota francese all’Italia. A parte l’esperienza in Ferrari, la famiglia Bianchi è di origine italiane: il nonno paterno di Jules, Mauro, e il pro-zio Luciano, erano milanesi trasferiti in Francia nel dopoguerra. Entrambi erano stati piloti e Luciano, che francesizzò il suo nome in Lucien, corse alcuni Gp di F.1  nei primi Anni ’60, vinse una 24 Ore di Le Mans con Rodriguez nel 1968 e perse la vita sempre a Le Mans nei test della 24 Ore l’anno successivo con una Alfa Romeo 33.

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