GP Singapore, Rosberg all’assalto

Deve recuperare 53 punti a Hamilton e non ha calcoli da fare. Paddy Lowe avvisa: attenzione ai freni
GP Singapore, Rosberg all’assalto

Pubblicato il 14 settembre 2015, 16:35

La battuta d’arresto a Monza pesa come un macigno sulle chance iridate di Nico Rosberg. Quella che dopo Spa sembrava un’impresa titanica, si è complicata ulteriormente con il ritiro a pochi giri dal termine del Gran Premio d’Italia, accusando un distacco di 25 lunghezze in un colpo solo. Scontato che con sette gare al termine e 53 punti da recuperare il pilota tedesco abbia ben pochi calcoli da fare e debba lanciarsi piuttosto in un assalto continuo, senza nulla da perdere. «Ovviamente Monza non è andata secondo i piani, è stato deludente perdere un buon risultato così vicino al traguardo, ma adesso affronto le ultime sette gare con la predisposizione di chi non ha nulla da perdere. Andrò all’attacco e non mi tirerò indietro nella battaglia», commenta Nico. Buoni propositi, da coltivare sin dalle qualifiche, cruciali su una pista complessa per i sorpassi come quella di Marina Bay. «Singapore è una delle mie gare preferite, sarà un buon posto per iniziare. E’ molto dura per tutti, sia sul fronte fisico che mentale, ed è una sfida che amo». Quanto sia cambiato il copione al sabato tra 2014 e 2015, lo ricorda indirettamente lo stesso pilota: «L’anno scorso ero a pochi millesimi dalla pole e mi sentivo in forma per la gara, fino al problema con il volante che mise fine al week end». I millesimi si sono trasformati, spesso, in pesanti decimi, mazzate sul morale anzitutto e sulle chance in gara poi. «So di avere la velocità per vincere e spero in un week end liscio per poter scatenare la belva d’argento sotto i riflettori», conclude Rosberg. A fare il punto tecnico in casa Mercedes ci pensa, invece, Paddy Lowe, che sottolinea l’impegno per i freni: «La stagione è ben lontana dall’esser finita e le cose possono cambiare in fretta, per cui l’obiettivo è ottenere un risultato importante con entrambe le macchine. E’ una pista impegnativa soprattutto per i freni, essendoci numerose staccate, con una velocità media sul giro bassa, che riduce le opportunità di raffreddamento, inoltre l’asfalto è molto sconnesso e l’utilizzo esteso dei cordoli lo rende un tracciato duro per la monoposto». Fabiano Polimeni

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