F1, Perez: Force India competitiva ovunque

In vista del Gran Premio del Giappone, il messicano – dopo tre arrivi a punti di seguito – punta ad allungare la striscia positiva
F1, Perez: Force India competitiva ovunque

Pubblicato il 22 settembre 2015, 19:40

E’ arrivato con le Toro Rosso in scia, Sergio Perez sotto la bandiera a scacchi di Singapore, per un settimo posto che significa parecchio in ottica campionato, perché da solo è riuscito ad arricchire il bottino Force India nel Costruttori e “azzerare” il recupero di Verstappen e Sainz, eguagliandone i punti. Filotto positivo per il messicano, in attesa della comunicazione sul suo futuro, un 2016 da leggere oggi in ottica Renault. Dopo aver un po’ sofferto lo stato di forma di Hulkenberg successivamente al trionfo di Le Mans, Perez è riuscito a interpretare al meglio la monoposto evoluta e scavalcare nel mondiale il tedesco: 39 a 30, recita la classifica piloti. «Abbiamo ricevuto un’iniezione di fiducia dal risultato di Singapore, il mio terzo arrivo a punti di fila e credo che potremo far bene anche in Giappone. Quando guardiamo allo sviluppo della VJM08 e i risultati ottenuti, ci dicono che possiamo essere competitivi su ogni tracciato e Suzuka non dovrebbe fare eccezione», spiega. Domenica da dimenticare per Hulkenberg, causa incidente con Massa e penalizzazione di tre posizioni in griglia, che andranno a pesare sulle qualifiche giapponesi. «Il lato positivo delle gare back-to-back è quello di poter tornare in sella subito dopo una gara deludente. A Singapore ho perso un’occasione per andare a punti ma è ormai alle spalle, mi concentro sugli aspetti positivi e sul buon ritmo mostrato fino all’incidente». Con un Vijay Mallya carico e determinato a mettere al sicuro la posizione nel mondiale per il team, nonché a promettere ulteriori aggiornamenti nel finale di stagione, Hulkenberg racconta cosa serve per fare il giro perfetto a Suzuka, spiegando come «la sfida sia quella di trovare il giusto ritmo. Il giro è tecnico e devi essere preciso perché quasi tutte le curve sono raccordate le une alle altre, ecco perché un piccolo errore può costarti molto in termini di tempo». Fabiano Polimeni

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