Dopo Nico Hulkenberg, anche Kimi Raikkonen si schiera a supporto di una rivisitazione del format tradizionale in voga nei week end di gara. Il maltempo a Austin ha obbligato a concentrare tutta l’attività di qualifiche e gara in una giornata, un tour de force impegnativo per team e meccanici, tuttavia, secondo il ferrarista, sarebbe da valutare l’ipotesi di ridurre da tre a due giornate l’attività in pista. «E’ andata bene, ovviamente abbiamo iniziato un po’ in anticipo (la giornata di domenica ha visto le qualifiche iniziare alle 9:00; ndr), a esser sincero sarebbe molto più piacevole avere week end su due giorni, così tutti gli spettatori vedrebbero sempre macchine in pista.In certi casi non giriamo perché non abbiamo gomme a sufficienza o dobbiamo risparmiare i motori e va a discapito dei tifosi che non vedono molta azione». Un sabato da dedicare interamente alle libere o abolire una sessione ed estendere quella prima delle qualifiche? O, ancora, ridurre i turni di prove libere e spostarli al sabato, con qualifiche e gara nella stessa giornata? Volendo intervenire per cambiare un programma consolidato si avrebbero diverse opzioni. «Non è stato un week end con troppi impegni sovrapposti, è solo che siamo abituati a lavorare in un certo modo. Se venisse pianificato diversamente, allora tutto si riorganizzerebbe intorno al nuovo programma, si svolgerebbe tranquillamente e sarebbe una bella cosa», aggiunge Raikkonen.
Diversamente da Hulkenberg, che auspicava una riduzione dei turni di prove libere, da tre a due, Kimi immagina uno scenario diverso: «Potremmo correre le libere in un’unica giornata; immagino ci siano dei motivi per i quali corriamo su tre giorni, anche se sarebbe più economico per tutti i team essere in pista per meno giornate. Ma non sono io a fare le regole, facciamo quel che ci dicono».Fabiano Polimeni
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