Renault, in Bahrain ala nuova anche per Palmer

Priorità allo sviluppo del motore nella prima metà del campionato. Magnussen: a Sakhir, gomme posteriori da gestire
Renault, in Bahrain ala nuova anche per Palmer

Pubblicato il 25 marzo 2016, 15:43

Sono reduci da un esordio complessivamente positivo, specialmente per quel che riguarda le prestazioni mostrate da Palmer in gara, 11mo e appena fuori dai punti, ma in grado di stare nella mischia buona per guardare alla top ten nelle prossime gare. In casa Renault si preparano al Bahrain confermando una scelta tecnica sperimentata a Melbourne su una sola macchina: un’ala anteriore nuova, utilizzata da Magnussen, la cui gara è stata fortemente condizionata dalla foratura al primo giro. «Sarà su entrambe le macchine in Bahrain», le parole di Bob Bell, direttore tecnico di Renault Sport F1. «Nella prima metà dell’anno ci concentreremo sul motore e avremo un normale programma di sviluppo per il telaio, consueti aggiornamenti aerodinamici di gara in gara, come faranno tutti, poi arriveranno i componenti meccanici nei test in Europa (a Barcellona e Silverstone, dopo i rispettivi week end di gara, le due sessioni infracampionato; ndr). Abbiamo un piano credibile per migliorare la macchina, dovremo ovviamente bilanciarlo con quel che vorremo fare il prossimo anno», ha aggiunto. Equilibrio che condizionerà lo sviluppo delle macchine 2016 per tante scuderie, in particolare quelle con minori risorse economiche e possibilità di seguire due progetti, nonché legato alle ambizioni residue da coltivare per questo campionato con il trascorrere delle gare. L’obiettivo a brevissimo termine, praticamente attualità, si chiama Bahrain. Una pista che Magnussen non ama particolarmente: «Non è la più emozionante. La sfida principale è rappresentata dal caldo e sarà un vantaggio avere una macchina che gestisce bene e preserva le gomme posteriori». Nonostante il basso profilo adottato per la stagione d’esordio del team, il pilota danese è convinto che ci sia «una buona base sulla quale lavorare. Quando la macchina sarà più veloce saremo con i top team anche in termini di prestazioni. In Australia non ho avuto una buona gara ma sono molto soddisfatto perché sembra che siamo messi bene per il resto del campionato. La macchina è guidabile, non veloce abbastanza per il podio o la Q3, ma non servirà cambiare filosofia». Bahrain che evoca bei ricordi a Palmer, «ho vinto l’ultima volta che ci ho corso e sono salito anche sul podio un’altra volta. Scopriremo di più sulla macchina in una configurazione che dovrà affrontare lunghi rettilinei e offrirà tante opportunità di sorpasso». Peserà il fattore power unit, i cavalli avranno un’importanza superiore che non in Australia.

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