8 luglio 1990: 100esima vittoria Ferrari, ma il protagonista fu Ivan Capelli
Al Paul Ricard la Ferrari celebra un traguardo storico con Alain Prost, mentre Ivan Capelli, porta la Leyton House a un passo da una della vittoria in Formula 1
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Pubblicato il 3 aprile 2016, 00:24
Tornando alla Ferrari, dopo queste qualifiche non c'è nulla di cui preoccuparsi davvero, anche perché gli altri sono ben staccati, e si sa come le cose possano cambiare in gara. Soprattutto in una situazione come questa a Sakhir, pista dove le strategie possono variare di più che non a Melbourne. Le possibilità di mixare a piacere le tre mescole disponibili sembrano numerose, per quanto al momento i tecnici Pirelli indichino come preferibile una tattica su tre pitstop, utilizzando inizialmente le supersoft e quindi tre set di soft. Ma si resta più che aperti a possibili variazioni sul tema, per cui in gara potremmo avere delle sorprese anche senza safety car (peraltro statisticamente improbabile in questo GP).
Relativamente al format delle qualifiche, si diceva che i team dovevano ancora "imparare" come affrontarle al meglio. Non sembra però che sia cambiato granché rispetto all'Australia: anche stavolta Daniil Kvyat è rimasto fregato, e con lui Sergio Perez, mentre l'unico che ha saputo approfittare delle situazioni è stato Nico Hulkenberg, riuscito ad accedere alla Q3. Ma per il resto non sono emersi fattori che facciano preferire questa rispetto alla formula dell'anno scorso. Ogni fase sembra divisa in due, con un primo tentativo e (chi è ancora in gioco) un secondo. Quasi come se avessimo dalla Q1 fino a una Q6…
Ciò che di grandioso hanno però mostrato queste qualifiche a Sakhir (nulla che riguardi la formula ad eliminazione) sono le "stelle" cui ci riferiamo nel titolo. Che non sono (solo) quelle sulle vetture argentate di Nico e Lewis. Ci riferiamo piuttosto ai due talenti emergenti che oggi hanno mostrato cose spettacolari pur senza arrivare alla Q3. Uno è Stoffel Vandoorne: che un debuttante arrivi a quel livello alla sua prima esperienza "vera" dice molto. Questo a prescindere (anche se aggiungono qualcosa alla prestazione) dai precedenti al simulatore e dal fatto che abbia sopravanzato Jenson Button, il quale ha avuto qualche problema nel momento clou. Chissà che comunque la McLaren dimostri di stare uscendo dal limbo.
Altro cenno a Pascal Wehrlein, che ha mancato per poco l'accesso alla Q2. In ogni caso la 16ª posizione in qualifica è qualcosa di ben superiore alla macchina che guida. Va invece diviso anche con la monoposto il merito della prestazione, sempre al di là delle aspettative logiche, ottenuta dal team Haas: con Romain Grosjean 9° ed Esteban Gutierrez 13°, significa poter sperare di lottare in gara con le Williams, la Red Bull e la Force India davanti (cioè Ricciardo, Bottas, Massa e Hulkenberg nell'ordine in griglia).
Vedremo se della partita sarà poi anche la Toro Rosso, con Max Verstappen e Carlos Sainz rispettivamente 10° e 11°. Le premesse ci sono perché il team di Faenza sia nuovamente sotto i riflettori. Sperando che anche stavolta non sia perché i due piloti si ritrovino a litigare fra loro…
Maurizio Voltini
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