GP Bahrain, vincono le tre soste

Solo le Williams, tra i primi, su due stop. Intelligente tattica di Grosjean, Raikkonen prova l’undercut ma non basta

Pubblicato il 4 aprile 2016, 12:30

Ha fatto gara di testa, senza mai essere davvero impensierito, Nico Rosberg. E la strategia adottata è consequenziale alla visione del muretto box: «eliminare ogni rischio», come ha dichiarato lo stesso pilota nel dopogara. Tre soste, così prevedeva Pirelli alla vigilia della gara. Sarebbe stata la tattica più veloce ed è risultata la preferita tra quanti sono arrivati al traguardo. Certo, non senza interpretazioni diverse, in particolare per l’abbinata di mescole nei vari stint. Si contano 9 visioni differenti tra i primi 10: due o tre soste, privilegiando le gomme morbide e supermorbide o provando anche le medie. Va detto che, per alcuni, si è trattata di una scelta per certi versi forzata, affrontare un segmento di gara con le gomme a banda bianca, poco prestazionali nel confronto velocistico con le coperture morbide e supermorbide. Hamilton le ha saggiate nel secondo run, per sua stessa ammissione un azzardo aspettando magari l’ingresso della safety car o altro colpo di scena che mutasse le sorti della gara. Non è arrivato nulla di tutto ciò e, alla seconda fermata, è tornato sulle scelte di Rosberg e Raikkonen. La macchina danneggiata nella zona del fondo, causa contatto con Bottas, non ha facilitato le cose, creando problemi al bilanciamento del retrotreno. I primi due hanno effettuato stint speculari nell’utilizzo delle mescole, tuttavia, Kimi ha provato un undercut (accorciando notevolmente il terzo stint, appena 8 giri) in occasione dell’ultima fermata e guadagnando diversi secondi nei 2 giri che lo hanno visto precedere il pit di Rosberg. Non sono bastati, ma soprattutto, a conferma di una gara sempre sotto controllo da parte di Nico, una volta in pista si è portato su tempi veloci e alcuni decimi più rapidi della Ferrari dal secondo giro lanciato in poi. Per dare un riferimento, l’ultimo stint su gomme morbide ha visto Rosberg fare 1’34”482, Hamilton 1’34”677 e Raikkonen – al primo giro lanciato fuori dai box – 1’35”158. Quasi 7 decimi a parità di condizioni e gomme sottolineano come Rosberg abbia avuto sempre sotto controllo la corsa.
Hamilton a parte, anche Ricciardo ha utilizzato un treno di gomme medie, nello stint conclusivo di gara. E’ stato il primo a effettuare la fermata, al sesto giro, in difficoltà con le gomme posteriori, dopo essere stato passato sia da Raikkonen che da Hamilton. Red Bull protagonista di un lungo segmento di gara con le gomme morbide, dal 6° al 24mo giro e dal 24mo al 42mo. A vettura leggera, 15 giri finali sulle medie lo vedono svettare nei tempi: 1’36”064 il passaggio più rapido, contro l’137”076 di Hamilton – con ben altri carichi di benzina a bordo, avendo usato le medie nel secondo stint – e 1’37”560 di Massa. Le Williams sono state le prime due monoposto al traguardo con due fermate appena. Dopo un via esaltante (non senza l’episodio chiave dell’incidente Bottas-Hamilton, con drive through conseguente) Felipe ha effettuato tutta la gara sulle medie nuove (Bottas ha montato un set di morbide usate al 34mo giro). Scelta strategica errata in Williams, a corto di gomme morbide e costretta a utilizzare il compound più lento, tanto da essere passati anche da un Kvyat partito 15mo e tra quanti hanno optato per le morbide per il primo tratto di gara: due stint per poi usare due treni di supermorbide nel finale. Anche Verstappen, dopo aver montato le medie per il terzo segmento di gara, è rientrato in pista settimo ma grazie alla velocità delle Pirelli a banda rossa ha ripreso posizioni e chiudo bene alle spalle della Haas. Grosjean ha beneficiato della velocità delle gomme supermorbide nuove per trovarsi in grado di passare “agevolmente” in pista chi lo precedeva con compound più lenti, ottima lettura della corsa, nata già in qualifica, risparmiando un treno di gomme supermorbide e sfruttando sia alla prima che alla seconda sosta le Pirelli rosse, chiudendo con le morbide (nuove). Peraltro, molto buona la gestione delle coperture da parte della VF16, tale da consentire 16 tornate su gomme supermorbide nel secondo tratto di gara e 13 nel terzo con gomma usata. Fabiano Polimeni infog-pirelli-gp-bahrain pirelli  

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