Giovinazzi "ambasciatore" dell'Alfa Romeo Stelvio

La presenza di "Bon Jovi" con tanto di giacca blu con il Cavallino Rampante la dice lunga su quanto Marchionne e la sua squadra lo stimino

Alessandro VaiAlessandro Vai

Pubblicato il 13 febbraio 2017, 18:55 (Aggiornato il 13 febbraio 2017, 18:26)

Non è un mistero che i piloti italiani non abbiano da ormai molto tempo un grande feeling con la Formula 1 e ancora meno con la scuderia Ferrari. Basti pensare che l’ultimo ad aver vinto una gara con una monoposto del Cavallino Rampante è stato Michele Alboreto nel 1985. Dopo di lui solo Badoer e Fisichella hanno preso parte a un Gran Premio al volante di una Ferrari, ma senza successo. Tenendo a mente questo arido passato si capisce perché Antonio Giovinazzi catturi tanta attenzione. Dopo una stagione da vice-campione di GP2, il giovane pugliese è stato messo sotto contratto come terza guida dalla Ferrari e sognare è lecito. Soprattutto perché “Bon Jovi” ha l’apprezzamento di Sergio Marchionne “Ci piace, è un gran pilota e abbiamo proprio bisogno di talenti che siano pronti a mettersi in gioco”.

Il numero uno di Ferrari e FCA lo ha voluto addirittura vicino all’Alfa Romeo Stelvio – il SUV da cui dipenderà gran parte del rilancio commerciale del Biscione e anche un eventuale futuro sportivo – durante una presentazione in anteprima dedicata ai fan alfisti di Instagram. Nulla di trascendentale, per carità, ma siccome in questo settore nulla avviene per caso, la presenza di Giovinazzi con tanto di giacca blu con il Cavallino Rampante la dice lunga su quanto Marchionne e la sua squadra lo stimino. Nel recente passato sia Raikkonen che Vettel sono stati “ingaggiati” per farsi vedere a bordo della Giulia Quadrifoglio e allo stesso modo Giancarlo Fisichella. Ora è la volta di Giovinazzi.

Evidentemente qualcuno deve aver capito che questa Formula 1 ha bisogno di personaggi a cui il pubblico possa affezionarsi e soprattutto di un pilota italiano su cui possa confluire tutto il tifo italico, anche quello nazional-popolare che manca sin dai tempi dei cinque mondiali di Schumacher. Se poi si vuole aumentare ancora il tasso di fantascienza all’interno di un sogno, si può anche immaginare Giovinazzi al volante di una Formula 1 marchiata (o almeno motorizzata) Alfa Romeo, ma, appunto, solo di un sogno si tratterebbe. Almeno per ora. 

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