Manor, cronaca di una morte annunciata

Niente iscrizione al mondiale per Manor Racing, la chiusura di JRS a gennaio aveva ridotto le possibilità al lumicino
Manor, cronaca di una morte annunciata
© sutton-images.com

F.P.F.P.

Pubblicato il 2 marzo 2017, 13:42 (Aggiornato il 2 marzo 2017, 12:52)

Al capolinea, Just Racing Services Limited, era giunta a fine gennaio, quando gli amministratori nominati dal tribunale avevano rinunciato a trovare un acquirente disposto a rilevare la società di gestione dell'attività in pista di Manor Racing. Formalmente restava in piedi una remota possibilità che l'avventura in Formula 1 proseguisse, perché la compagnia detentrice del diritto a partecipare al mondiale non era interessata da alcuna procedura di amministrazione controllata.

Svanisce tutto con la richiesta di Stephen Fitzpatrick avanzata alla FIA di ritiro dell'iscrizione al mondiale. Decade il diritto a correre quest'anno, passaggio che nei fatti si era concretizzato con la chiusura di JRS, visti i tempi ristretti per completare un progetto adattato ai regolamenti 2017 senza una struttura operativa né i soldi necessari. Tra le ultime trattative avute per salvare la scuderia si erano rincorsi i nomi di investitori cinesi - che già supportano l'"altra" Manor, la Motorsport di John Booth, nel mondiale WEC -, tailandesi e messicani, tutti tentativi privi della necessaria concretezza.

Sarà un campionato a 10 squadre e Sean Bratches, direttore commerciale della Formula 1 ha preso d'esempio il caso Manor per individuare il cortocircuito che vive lo sport, effettuando un raffronto con realtà quali la NFL o la Premier League: ci sarebbero stati 30 acquirenti pronti a subentrare se vi fosse stata una situazione come quella che ha interessato la scuderia inglese. Il punto? Sviluppare le potenzialità commerciali della Formula 1 per migliorare le condizioni di tutte le scuderie e renderle appetibili.

Voce unica di Liberty Media sul punto e le parole di Ross Brawn fanno quasi eco a Bratches: «Nel lungo periodo dobbiamo assicurarci che più squadre abbiano la possibilità di competere. In fondo allo schieramento, la considerazione commerciale del pilota è molto più forte che nelle posizioni di testa. Se possiamo mettere i team più piccoli su basi più solide, allora credo che tutto lo sport migliorerà e avremo nuovi Verstappen in arrivo, più di quanti non ce ne siano oggi».

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