Formula 1, Horner e i dubbi sull'equilibrio tra power unit

Con l'attuale regolamento tecnico, il team principal Red Bull si interroga sulla possibilità che arrivi mai un equilibrio tra motori: 2Non accetteremo mai di non essere competitivi"

Formula 1, Horner e i dubbi sull'equilibrio tra power unit
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Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 8 settembre 2017, 11:25 (Aggiornato il 8 settembre 2017, 10:36)

La competitività espressa a Monza dalla Red Bull ha sorpreso. Su una pista che si attendeva ostica per il team motorizzato Renault, la decisione di andare in penalità e sostituire la power unit su entrambe le macchine ha vanificato l'eccellente risultato in qualifica. Le carenze della power unit sono state bilanciate da un assetto estremamente scarico, scelta che ha funzionato, vista la velocità di Ricciardo in gara. Il motorista ha annunciato un gran passo avanti con il progetto 2018, un nuovo concept dopo una stagione 2017 affrontata ottimizzando la power unit ma senza introdurre clamorosi sviluppi. 

Nutre dubbi sulla reale possibilità di un equilibrio tra i motoristi, Christian Horner. E non solo in vista del prossimo anno, ma fintanto che l'attuale regolamento sulle power unit resterà in vigore: «Non accetteremo mai di non poter essere competitivi, perciò continueremo a spingere e sviluppare la macchina, provando a recuperare quale che sia il deficit di potenza sul fronte del telaio. La realtà, però, è che quei due (Mercedes e Ferrari; ndr) hanno una marcia, un tale impegno negli investimenti, che è difficile immaginare come gli altri potranno recuperare nel periodo tra adesso e il 2021». Una data non casuale quella richiamata da Horner. Sarà allora che entrerà in scena una nuova power unit, che rinuncerà ad alcuni elementi dell'attuale per proporre i due turbocompressori, la probabile abolizione del flussometro e quella pressoché certa della MGU-H.

Alle riunioni del gruppo tecnico di lavoro hanno partecipato marchi importanti, interessati a scoprire quale strada sceglierà la Formula 1, proporre la propria visione e priorità (abbattimento dei costi in primis). «Potremmo perdere dei costruttori, tuttavia credo ce ne siano degli altri, iconici, che sarebbero lieti di entrare in Formula 1 se fosse sostenibile economicamente. Aston Martin è uno di questi, Lamborghini ha presenziato alle riunioni. Perciò, finché ci sarà la Ferrari, finché in Formula 1 ci saranno squadre storiche come McLaren e Williams e via dicendo, e altri costruttori come quelli che ho citato dovessero entrare, credo ruoti tutto sullo spettacolo.

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I costruttori da sempre sono arrivati e andati via dalla Formula 1 quando gli ha fatto comodo. La cosa più importante è creare il giusto prodotto e spettacolo, poi spetta ai costruttori esserci o no», ha commentato a Sky Sports.

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