Horner: 'Max deve guardare avanti, oltre la frustrazione'

Due ritiri consecutivi, entrambi causati dalla power unit Honda. La delusione per Verstappen è ovvia, Christian Horner promette correttivi a Sochi - dove aspetta Mercedes dominante - e chiede a Max di liberarsi della comprensibile rabbia

Horner: 'Max deve guardare avanti, oltre la frustrazione'
© LAT Images

F.P.F.P.

Pubblicato il 17 settembre 2020, 20:10 (Aggiornato il 18 set 2020 alle 10:34)

Albon sul podio è il lato positivo di Red Bull dopo il GP della Toscana. Il cedimento della power unit Honda è il dato più preoccupante, buono a far infuriare un Max Verstappen che vede lo scatto al semaforo vanificato dal calo di potenza, causa poi dell’incidente alla Luco e il ritiro. Ancora, dopo Monza, appiedato da un problema tecnico. Come già in Austria.

Dopo Helmut Marko, tocca a Christian Horner provare a interpretare, capire, smussare, la furia di Verstappen, tutta espressa via radio. Non siamo al “GP2 Engine” che ha fatto storia, ma non possono essere certo parole morbide quando il motore ti lascia sul più bello.

Premesse infrante

“La frustrazione di Max per un altro ritiro è del tutto comprensibile. Dal primissimo giro al Mugello era lì, avevamo una macchina molto veloce e dei reali progressi sono stati fatti sul bilanciamento della macchina. È stata la cosa che l’ha irritato.

Nella foga del momento, quando passi dall’adrenalina della partenza alla delusione dell’essere finito nella ghiaia, è naturale sfogarsi via radio. Sentivamo davvero che in gara avremmo potuto sfidare Mercedes, ha fatto un gran lavoro nel battere Lewis al via e sarebbe stata una partita aperta, ovviamente non si è materializzato”, commenta Horner, nel rileggere la gara del Mugello.

Accantonare la fame

Arriveranno i correttivi per evitare il ripetersi dei problemi alla power unit, come chiede anche a Max di non farsi trascinare dalla negatività: “Si è trattato della seconda gara consecutiva e una frustrazione enorme per lui, è affamato e vuole disperatamente vincere. Se non avesse quella bramosia non sarebbe il pilota che è, quello che tutti noi vogliamo guardare battagliare per vincere a ogni week end.

Adesso deve farla uscire dal suo corpo e guardare avanti. Prima di Sochi esamineremo la cosa e discuteremo cosa è stato fatto dietro le quinte, tra Honda e il team, per far sì che venga sistemato per la prossima gara”.

Sochi, Mercedes a casa propria 

E in Russia potrebbe non essere competitiva quanto è apparsa al Mugello, la RB16. Lo scorso anno fu un’esibizione deludente, lontana da Mercedes e Ferrari. “A Sochi mi aspetto una Mercedes accesa e dominante, essendo il loro tipo di circuito.

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Come visto quest’anno, però, il degrado della gomma è un fattore interessante e lo scorso week end non sono stati tesi ma si sentiva come fossero nervosi, indicando ai piloti di stare lontani dai cordoli. Sarebbe fantastico, quindi, poter essere competitivi a Sochi e metterli un po’ sotto pressione, è così che le cose possono accadere.

In campionato siamo decisamente degli outsider adesso, ogni gara è una finale. Ci proveremo perché non abbiamo nulla da perdere, siamo determinati a posizionarci di nuovo per contendere il campionato e ci arriveremo”.

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