Buon compleanno Monsieur Todt!

La sua direzione della Ferrari in Formula 1 resta ancora l'ultimo ciclo di grandi successi vissuto a Maranello. Oggi è impegnato sul tema della sicurezza stradale
Buon compleanno Monsieur Todt!
© via X.com

Pubblicato il 25 febbraio 2026, 14:32

Prima ha navigato piloti del calibro di Ove Andersson, Hannu Mikkola, Jean-Pierre Beltoise, Timo Makinen, dall’interno di un abitacolo da rally e ottenendo buoni risultati, tra cui quattro vittorie nel mondiale e diversi piazzamenti. Poi, appeso il casco al chiodo, ha tracciato la rotta dell’epoca d’oro vissuta dalla Ferrari, tra il 1999 e il 2009. Meriti (molti) e il coraggio di metterci la faccia, come in Malesia nel 1999, a rassegnare le dimissioni - assumendosi la responsabilità di chi è capo - dopo la squalifica di Schumacher e Irvine per vicenda dei deviatori di flusso inizialmente fuori norma. Il ricorso Ferrari rimise ordine sulla legalità tecnica e Todt rimase, logicamente, sempre al suo posto.

In mezzo, e in aggiunta, a una vita spesa nelle corse, negli 80 anni festeggiati oggi, Jean Todt ha vissuto le avventure sul campo con Peugeot, quelle politico-istituzionali con il governo della Fia e, da ultimo, il ruolo di Inviato speciale dell’Onu per la Sicurezza stradale.

Il rapporto con Schumi e la presidenza Fia

Todt che resta, per gli appassionati di Formula 1, l’uomo dei trionfi ferraristi, colui il quale ha costruito, insieme al presidente Montezemolo, la struttura vincente a fine anni Novanta e dominatrice dei primi Duemila. Il suo rapporto unico di amicizia fraterna con Schumacher è proseguito oltre la pista e Todt rientra nel ristrettissimo cerchio di fidati amici del Campionissimo ammessi a fare visita dopo il tragico incidente del 2012.

Todt è stato team principal, diremmo oggi, prima di assumere la carica di direttore generale a Maranello, tra il 2004 e 2009. Sarà il ruolo che chiuderà il suo impegno sul campo, alla direzione di una squadra di Formula 1, per poi diventare presidente dell’organo di governo del motorsport internazionale. Una reggenza della Federazione durata 12 anni e tre mandati, conclusi con l’avvicendamento con Mohammed Ben Sulayem.

Quelle in Ferrari e Peugeot restano le avventure sportive che hanno regalato maggiori soddisfazioni a Jean Todt. Prima di approdare alla corte del Cavallino rampante, nel 1993, e avviare la ricostruzione del team, in Peugeot aveva compilato un curriculum di prim’ordine, alla direzione (vincente) dell’attività rally e, successivamente, Sport Prototipi.

I mondiali rally vinti nell’85 e 86, le quattro Parigi-Dakar vinte tra 1987 e 1990, per proseguire con il campionato del mondo Sport Prototipi vinto dirigendo la squadra intorno al progetto Peugeot 905. Era il 1992, anno in cui arrivò anche il successo alla 24 ore di Le Mans, bissato nel 1993. Da lì, direzione Maranello.

Oggi, Todt ricopre il ruolo assegnatogli nel 2015 dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, a Inviato speciale per la Sicurezza stradale. Un ruolo nel quale mobilita l’impegno politico a favore della sicurezza stradale e, da ultimo, l’ha portato a lanciare in questi giorni, in India, l'iniziativa dell’Onu per la sicurezza stradale

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