Kimi Ferma, Chi ci Ferma?

Le imprese epocali di Rugby e Baseball: l'impossibile non esiste. Il ragazzo di Bologna raccoglie la sfida e l'Italia torna a palpitare
Kimi Ferma, Chi ci Ferma?
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Giorgio BilleriGiorgio Billeri

Pubblicato il 19 marzo 2026, 15:42

E Kimi ferma? Chi ferma Andrea Antonelli, italica speranza su quattro ruote? E chi ci ferma, urlano al vento, finalmente, gli alfieri degli sport sommersi, che dopo anni di doloroso limbo irrompono alla gloria del mondo: il baseball, il rugby, mettiamoci anche gli sport invernali. E su tutti lui, Kimi, che fa prorpie le imprese di mazze, guantoni e palla ovale e le trasporta sui circuiti di tutto il mondo: perché, certo, si può fare, non esiste l'impossibile se si ha talento, passione, ardore.

Lo sappiamo: tra un mese, per trovare notizie su baseball, rugby, curling dovremo stroppicciare i quotidiani fino allo spasimo, arrivando alle brevi, quelle notizie così piccole da perderci la vista. Siamo fatti così, noi italiani: prima pagina per l'impresa e poi l'oblìo. Il concetto di miracolo sportivo affascina gli italiani epr 24 ore, poi si torna a dividerci e a far filosofia davanti a un caffè corretto tra Var, giochisti, difensivisti, nell'eterna baruffa pallonara.

Stavolta, però, è difficile riportare nel sottoscala delle notizie in breve questi lampi di eterno che i nostri sport di nicchia (minori è un termine che ne offende la nobilità) ci hanno regalato in rapida successione. La nazionale di baseball, disciplina difficile da decrittare, piena di pause, stillicidio lentissimo di ore e ore prima dell'epilogo, ha fatto piangere i professionisti americani, idoli milionari. Ragazzi dai nomi marchiati Brooklyn - Jac Caglinone, Vinnie PAsquantino, Aaron Nola - che hanno fatto mangiare al Mondiale la polvere dell'umiliazione ai Maestri a stelle e strisce.

I colossi del rugby hanno inondato di sdegno i quotidiani britannici, battendo gli inglesi per la prima volta nella storia, con quelle facce stropicciate e le fasce strette in fronte. E poi la spedizione azzurra a Milano-Cortina che vince 30 medaglie contro l'eccellenza mondiale degli sport invernali. Coraggio, ardore, un pizzico di sana follia, che della vita è il propellente. Nessuna impresa è impossibile, perchè dall'altra parte ci sono soltanto uomini ed anche i più forti possono essere battuti. Mazze, guantoni, palloni ovali hanno indicato la strada, con orgoglio.

Leggi l'articolo completo sul numero 11 di Autosprint in edicola oppure clicca qui per accedere alla versione digitale.
 

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