Onestà Verstappen: Dani, inizia tu che è meglio...

Cambio di programma inatteso al Nürburgring, venerdì scorso. Juncadella ha svelato perché Verstappen non abbia corso il primo stint: una visione onesta di Max
Onestà Verstappen: Dani, inizia tu che è meglio...
© Getty Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 19 maggio 2026, 16:16

Vai avanti tu che… No, non è la riedizione della celebre commedia di inizio anni Ottanta con protagonista Lino Banfi. Piuttosto, quel “Meglio che sia tu a partire, perché mi conosco” è la visione di Max Verstappen sull’impostazione scientifica da dare alla 24 Ore, rivelata da Dani Juncadella, autore del tempo di qualifica in TQ3 e sfortunato protagonista del ritiro della Mercedes-AMG GT3 a tre ore dalla conclusione della corsa. Juncadella ha affrontato il via della gara, corso il primo stint sabato pomeriggio, per cedere poi il volante a un doppio stint corso da Verstappen, prima che fossero gli altri compagni dell’equipaggio, Auer e Gounon a proseguire la corsa.

Intervistato da SoyMotor, Juncadella ha fatto luce sulla pianificazione degli stint, sia in qualifica, dove l’apporto di Max, “anima” del progetto VerstappenRacing.com con Mercedes, era fondamentale che arrivasse nella TQ2, sessione di qualifica nella quale provare assolutamente a entrare tra i 7 tempi più veloci e poter affrontare la TQ3, che in gara.

L'onestà di Max: troppa foga a prendere il via

L’aneddoto più interessante, però, riguarda la modifica dei piani sullo stint iniziale in gara, che racconta la visione onesta e razionale di Max verso l’obiettivo di vincere la 24 Ore. “Dopo la qualifica ho parlato con Max, inizialmente era previsto che guidasse lui in partenza. In effetti, nelle gare di preparazione è sempre partito Max. Vista la storia della sua partecipazione a quella gara, immagina se fosse successo qualcosa e poi non fosse potuto uscire.

Venerdì sera, dopo le qualifiche, è venuto da me e mi ha detto: meglio che parta tu, perché mi conosco bene, e sono 24 ore. Al primo giro, quarto, avrò voglia di scontrarmi con tutti. È meglio che corra tu”. Così, il cambio dei piani e lo stint iniziale affrontato da Juncadella.

Una voglia di andare all’attacco, recuperare posizioni e ingaggiare battaglie in pista che Verstappen ha solo rinviato, con un momento ad altissimo rischio all’inizio del suo doppio stint. Nello scollinare su uno dei tratti in cui le vetture alleggeriscono l’avantreno, Max, in battaglia con la Lamborghini Huracan del team Konrad e, alle spalle, la BMW Rowe Racing con Marciello al volante, per pochi centimetri non è andato a sbattere contro il guardrail, salvando in extremis la Mercedes #3.

Un rapporto alla pari

Al di là del risultato finale, la 24 Ore del Nürburgring ha celebrato la grandezza di Max ben al di là della Formula 1. Parlando dell’integrazione perfetta che Verstappen ha saputo costruire con il progetto Nürburgring, Juncadella ha evidenziato: “Sapersi integrare in un contesto del genere è molto importante. Ci sono due ragioni ben precise per cui si integra così bene. La prima: possiede un'intelligenza emotiva molto alta, comunica molto, gli piace parlare di gare, condividere esperienze e avventure. È un tipo molto simpatico, aperto, diretto, che ti guarda negli occhi. Ti fa sentire che siete allo stesso livello. È qualcosa di strano, perché ho conosciuto piloti di F1 che, quando parli con loro, senza voler sminuire nessuno e senza dover fare nomi, sembra che viviamo in mondi diversi, senti che sono al di sopra di te.

Verstappen, e questo è l'altro motivo, è un pilota che segue molto le gare. Le guarda in continuazione, il 10 gennaio potrebbe trovarsi a seguire la 24 Ore di Dubai, che nemmeno io ho visto. Questo gli permette di conoscere molto bene l'ambiente, conosce bene tutti i piloti e questo gli permette di mettersi alla pari con tutti. Sa di essere un quattro volte campione e un talento straordinario, ma ha visto i nostri errori e i nostri successi”.

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