Hamilton alza la mano: scusa, Ferrari

Lewis ringrazia l'impegno del team per migliorare la monoposto e, dopo le parole in gara (e nel post) a Zandvoort, chiede scusa per le critiche alla gestione tattica
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Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 25 agosto 2026, 10:28

Le “scuse del lunedì” val quel che valgono, fino a chiedersi se siano, alla fine, posizioni davvero necessarie. Ha sentito il bisogno di farlo Lewis Hamilton, dopo le sottolineature in gara, appena dopo il traguardo e nelle dichiarazioni con i media, rese sulla gestione tattica della corsa da parte del muretto Ferrari.

Dalla richiesta di avere strada libera quando ha ripreso Leclerc al giro 43, fino alla correzione dell’analisi di Carlo Santi appena dopo la bandiera a scacci (“Grazie, Lewis. Siamo stati sfortunati con Russell”): “Non è stata sfortuna. Abbiamo perso tempo prima e questo ci è costato il terzo posto”. Per concludere con il paragone fatto con le decisioni prese da Mercedes nel dettare le posizioni in pista a Russell e Antonelli.

Hamilton: grazie al lavoro di tutti in Ferrari

Lewis ha voluto postare sui propri canali social un messaggio di scuse rivolto al team, dopo un GP d’Olanda dal quale riparte ancora più distante da Antonelli (59 punti) e un’urgenza di cambiare segno se vorrà davvero contendere il titolo all’italiano. L’altra urgenza riguarda la Ferrari, nella forma di una power unit aggiornata che da Monza in avanti dovrà colmare il distacco di prestazione visto ancora a Zandvoort, dove la SF-26 è stata, su altre aree della monoposto, competitiva abbastanza in gara per ambire a un risultato migliore di quello portato a casa.

“È stato un week end difficile però ripartiamo con punti importanti per la squadra e segnali che ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Sono incredibilmente orgoglioso di tutti in fabbrica, dove continuano a lavorare per portare aggiornamenti, trovare prestazione e spingerci in avanti.

Alla squadra in pista dico grazie. L’impegno e gli sforzi non passano mai inosservati. Abbiamo ancora del lavoro da fare, specialmente sul giro secco, ma continueremo a scavare, imparare e migliorare insieme”, è la prima parte delle considerazioni di Hamilton, che lascia poi spazio a un mea culpa forse non così necessario. Parole e commenti che fanno parte del momento, quando arrivano in gara. Valutazioni che, poste su una scala assoluta, rimangono a distanza siderale dalle sfuriate, quelle sì, forse, fuori dal segno, che rese Max Verstappen in Ungheria nel 2024 all’indirizzo del proprio muretto box.

Le critiche alla strategia Ferrari e le scuse

Lewis fa ammenda comunque e sottolinea: “Ho riascoltato alcuni dei miei team radio e commenti in tv. Nella foga del momento può emergere la frustrazione, soprattutto quando ci tieni tanto come accade a me. Tuttavia, non ho mostrato la miglior versione di me stesso, me ne assumo la responsabilità e farò meglio.

È la passione che deriva dal credere in questa squadra, nelle sue persone e in quello che stiamo costruendo insieme. La direzione è chiara, la fiducia è lì e la lotta è assolutamente ancora aperta. Grazie per continuare a sostenerci e a sostenermi. Continueremo a costruire, a dare il massimo e a lottare. Stiamo arrivando”.

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