Spa 2018: quando l'halo salvò Leclerc

Otto anni fa a Spa l’Halo salvò Leclerc da un impatto terribile, smentendo le polemiche che ne avevano accompagnato l’introduzione
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Spa 2018: quando l'halo salvò Leclerc
© Getty Images

Ilaria ToscanoIlaria Toscano

Pubblicato il 26 agosto 2026, 12:23

La risposta arrivò dalla pista

Fino a quel momento il dibattito poteva essere teorico. Si poteva discutere di tradizione, estetica, visibilità, peso e filosofia delle monoposto.

Dopo Spa, invece, davanti a tutti c’era un Halo segnato da una Formula 1 che gli era letteralmente volata addosso.

Non significava che ogni critica tecnica fosse automaticamente priva di valore. Significava però che la domanda fondamentale aveva finalmente avuto una risposta concreta: quella struttura poteva davvero fare la differenza tra un incidente spettacolare e conseguenze potenzialmente drammatiche.

La FIA aveva insistito sulla sua introduzione proprio perché le proprie simulazioni indicavano un beneficio significativo in diversi scenari d’incidente. Spa fornì, pochi mesi dopo il debutto obbligatorio, una dimostrazione reale di ciò che fino ad allora era stato visto soprattutto attraverso crash test, simulazioni e numeri.

Da elemento “brutto” a presenza irrinunciabile

Con il senno di poi, l’incidente di Leclerc assume un valore ancora maggiore.

Negli anni successivi l’Halo sarebbe tornato protagonista in altri incidenti impressionanti, fino a diventare una presenza quasi invisibile agli occhi degli appassionati: non perché sia scomparso dalle monoposto, ma perché abbiamo semplicemente imparato ad accettarlo come parte integrante di una Formula 1 moderna.

È spesso questo il destino delle grandi innovazioni di sicurezza nel motorsport. All’inizio sembrano eccessive, invasive, contrarie alla tradizione. Poi arriva un incidente, e improvvisamente ciò che sembrava superfluo diventa indispensabile.

A Spa, il 26 agosto 2018, accadde esattamente questo.

Fernando Alonso volò sopra Charles Leclerc. L’Halo prese il colpo. Il monegasco uscì dalla macchina.

Forse è questa la fotografia più efficace dell’intera discussione: si poteva continuare a dire che l’Halo fosse brutto. Dopo Spa diventò molto più difficile sostenere che fosse inutile.

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