GP Austria: le pagelle

Russell mette insieme un ottimo weekend, grande Verstappen; Antonelli veloce ma con dei rimpianti, bene Racing Bullas, disastro Cadillac

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 29 giugno 2026, 09:17 (Aggiornato il 29 giugno 2026, 08:00)

Oscar Piastri: 7

Non una corsa che passerà alla storia, nè sua nè della McLaren: tuttavia c’è un volume di cose buone, nella domenica austriaca di Oscar Piastri. Perché arrivava dalla batosta di Barcellona (35” rimediati da Norris) e per un pilota un confronto interno del genere è sempre impietoso: ha ammesso che dopo la Spagna aveva “dei compiti per casa da fare”, e oggettivamente a Spielberg è andata molto meglio. Quarto, probabilmente oltre le aspettative della stessa McLaren: pochi rischi e tanta concretezza, in una corsa in cui non si è quasi mai visto ma nella quale ha massimizzato il bottino.

Racing Bulls: 7

Su certe piste, non c’è Alpine che tenga: buona macchina, ottimo motore ed eccoli come quinta forza di giornata, senza nemmeno il leggero calo che altre volte si è visto con la VCARB-03 tra qualifica e gara. Fanno tre punti in tutto, da accompagnare però ad un leggero malcontento: hanno dovuto metterci una pezza al muretto, per via del disubbidiente Lindblad. In sostanza, è andata così: il team ha fermato prima Arvid alla prima sosta per difenderlo dall’undercut di Bortoleto, e con questo Arvid si è ritrovato nella condizione di attaccare Lawson; più avanti è stato garantito a Liam che non ci sarebbe stato nessun attacco dal compagno di squadra, che invece è avvenuto; allora, per la seconda sosta il team ha “risarcito” il neozelandese fermandolo prima e consentendogli di tornare davanti a Lindblad con l’undercut. Ne discuteranno internamente: ciò che conta di più, è stata la prestazione da quinta forza del weekend.

Lewis Hamilton: 6,5

Rispetto a Leclerc, dice Vasseur, è partito più convinto sulla strategia a tre soste; purtroppo non ha funzionato, con il team principal che ha ammesso come, nel tentativo di guardare davanti, forse non si è tenuta in considerazione tutta la situazione, leggasi McLaren. Comunque, lodevole la voglia di provarci: il guaio non sono state le due o tre soste, ma una macchina sovrasterzante che ha sofferto con le temperature (del motore, nel suo caso) e con le gomme, finendo per scivolare un po’ ovunque. In tutto ciò, la perdita costante in rettilineo: una domenica dura, in cui ogni aspettativa è crollata in fretta.

Lando Norris: 6

Poca gloria nella sua corsa, diciamo forse anche un po’ poco da dire: 7° ad una decina di secondi da Piastri, in una domenica in cui le varie situazioni di gara portano il team a fermarlo qualche giro dopo rispetto ad Oscar (due passaggi nella prima sosta, cinque per la seconda), frangente in cui forse si gioca la posizione con Hadjar. Detto questo, poco altro da dire: attende una McLaren che, ammette Stella, è in ritardo di circa tre mesi nel processo evolutivo.

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