GP Miami: le pagelle

Antonelli cala il tris, McLaren rediviva e super Colapinto; Verstappen protagonista nel bene e nel male, Hamilton sotto tono mentre Leclerc sciupa tutto alla fine
GP Miami: le pagelle
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Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 4 maggio 2026, 09:23 (Aggiornato il 4 maggio 2026, 07:33)

Franco Colapinto: 8

Sissignori, un grande weekend. Galvanizzato dal bagno di folla in Argentina corso là per lui, spinto da una Alpine che si è confermata una volta di più quinta forza in questa stagione, veloce come passo e fortunato a non rimediare danni nel contatto iniziale con Hamilton. Un bel fine settimana, con due top 10 su due in qualifica ed un piazzamento a punti in gara: un 8° posto che diventa 7° in virtù della penalità di Leclerc, la quale gli regala il miglior piazzamento, finora, della carriera. È  mancato il confronto con Gasly, che sarebbe stato indicativo: intanto, però, bravo Franco.

Williams: 7,5

Pare che la Williams a Miami abbia potuto contare su un pacchetto che all’inizio a Grove speravano di poter avere a disposizione sin dalla prima gara; per certi versi, dunque, hanno un pacchetto di ritardo dalla concorrenza, senza dimenticare la cura dimagrante già iniziata ma sicuramente non terminata sulla FW48. Come passo non siamo ancora a livelli strepitosi, anche perché Colapinto, a parità di motore, ha chiuso 20” avanti (a proposito di motore, la PU Mercedes è stata senza dubbio di grande aiuto, dal momento che sette motorizzati su otto hanno chiuso a punti, e l’unico fuori dalla top 10 è stato Gasly, fuori per colpe non sue); tuttavia, si è visto un tangibile step in avanti per un team che aveva cominciato la stagione con enorme fatica, e per il quale un doppio piazzamento a punti non era affatto scontato.

Max Verstappen: 6,5

Fa e disfa, con quel grande talento che ha e con quel pizzico di follia di cui dispone: si fa sorprendere da Leclerc al via al punto da andare in testacoda, poi è stupendo nel modo di riprendere la macchina e grandioso, con tanta aggressività, per come risale lo schieramento dopo la safety car, con un set di gomme dure che fa durare per la bellezza di 51 giri. L’introduzione controllata del set sotto safety car aiuta, poi l’inevitabile crollo in un finale in cui riesce comunque a massimizzare; si prende 5” di penalità per aver attraversato la linea bianca, ma non pesa sul risultato finale. Con più attenzione al via forse il podio sarebbe stato fattibile, ma torna a divertirsi un minimo e per lui è già qualcosa.

George Russell: 5,5

Dice di non preoccuparsi, sforzandosi di ricondurre tutto ad una pista che non lo aggrada troppo e ad un weekend semplicemente no, nel quale le cose non sono andate bene sin dal venerdì: aveva speso le libere entrando e uscendo dai box per trovare la quadra sull’assetto, poi non trova mai e poi mai un guizzo al pari di Antonelli, con due qualifiche non di livello e condannandosi ad una corsa da comprimario. Il bello è che forse ha pure limitato più del pensabile i danni, tra il regalo di Andrea Kimi nella sprint ed il 4° posto in gara: tuttavia non sembra la miglior versione di se stesso e urge reagire. Negli ultimi giri sperimenta, chissà che non siano stati test che non possano tornargli utili.

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