Quello della
Red Bull al Gran Premio di Malesia è stato un fine settimana da incorniciare.
Pole position con Mark
Webber;
vittoria, la prima stagionale, con Sebastian
Vettel e secondo posto con lo “scudiero” Webber, che, tanto per completare la supremazia della squadra anglo-austriaco, ha ottenuto il
giro più veloce in gara. E’ difficile fare meglio.
L’affermazione della Red Bull era nell’aria già dalla prima sfida del
campionato, in Bahrain. Sia in Medio Oriente che in Australia Vettel era stato messo kappaò da inconvenienti meccanici mentre era al comando. Il sospetto che la monoposto
RB6, equipaggiata col motore
Renault, fosse veloce ma ancora poco affidabile stava per trasformarsi in certezza. La trionfale doppietta in
Malesia ha tagliato davvero la testa al...toro. Ora sono loro, gli uomini della
Red Bull, quelli da battere. E le quotazioni del giovane Vettel, già alte a inizio campionato, si sono impennate.
La direzione tecnica della squadra è affidata a
Adrian Newey, 52 anni il prossimo dicembre, inglese di
Stratford-on-Avon, la cittadina dello Warwickshire in cui nacque William
Shakespeare. Ritenuto il più innovativo e vincente progettista di
Formula1 degli Anni Novanta del secolo scorso, Newey si è fatto conoscere negli Anni Ottanta lavorando alla
March sulle monoposto, vincenti, destinate alle corse americane della
Formula Indy. Ha quindi progettato, come ingegnere capo, le monoposto
March-Leyton House di F.1 che, malgrado la modestia dei motori
Judd, erano capaci di prestazioni di grande rilievo, grazie alle intuizioni di Newey in fatto di
aerodinamica. L’abilità dell’ingegnere inglese è nel trovare il
compromesso ottimale tra il
bilanciamento aerodinamico della monoposto e la massima
velocità, tra la
deportanza in curva e la stabilità in accelerazione e in
frenata.
Dalla March è quindi passato alla
Williams per la quale ha progettato le
Formula 1 che conquistarono il titolo mondiale con Nigel
Mansell nel
1992, con Alain
Prost nel
1993, con Damon
Hill nel
1996, e con Jacques
Villeneuve nel
1997, quando il canadese si giocò il primato all’ultima gara contro l’allora ferrarista Michael
Schumacher. All’apice della propria fama, Newey accetta di trasferire armi e bagagli alla
McLaren per la quale progetta le monoposto equipaggiate col motore
Mercedes, che conquisteranno il campionato Costruttori nel
1998 e e quelli piloti nel biennio 1998-99 col finlandese Mika
Häkkinen.