Negli uffici del reparto corse
Ferrari, Luca di
Montezemolo ha incontrato Stefano
Domenicali e i tecnici per il consueto
rapporto successivo alla gara, durante il quale è stato analizzato tutto l’andamento dell’intero fine settimana del Gran Premio di
Malesia, terza prova del campionato, e i problemi che hanno caratterizzato la
trasferta delle Rosse. Naturalmente c’è un grande rammarico per un
risultato sicuramente
inferiore alle aspettative e al potenziale a disposizione. L’errore di
valutazione commesso nella prima parte della sessione di
qualifica, hanno fatto sapere da
Maranello, ha condizionato negativamente lo svolgimento della gara: dalla 19esima e alla 21esima posizione in griglia, occupate rispettivamente da
Alonso e Massa, era difficile attendere più di un piazzamento in zona punti senza un elemento esterno – la
pioggia oppure l’intervento della
safety car – in grado di ribaltare l’andamento della corsa. L’obbiettivo, prosegue
l’analisi della Ferrari, è stato parzialmente centrato, con
Massa che ha chiuso il gran premio al settimo posto mentre soltanto il cedimento del motore ha privato lo spagnolo di due punti. La delusione per un fine settimana negativo, dicono dalla Scuderia, non deve in ogni caso cancellare la soddisfazione per un inizio di campionato che vede i due piloti al primo e al secondo posto della classifica
Piloti e la squadra leader di quella riservata ai
Costruttori. Se si pensa che l’anno scorso dopo le prime tre gare la casella dei punti all’attivo era ancora vuota si può comprendere che a Maranello si nutra un legittimo orgoglio per il
lavoro compiuto finora, pur nella consapevolezza che si debba lavorare alacremente soprattutto su affidabilità e prestazione. Oltre al
motore, sulla monoposto numero 8, cioè quella di Fernando
Alonso, c’è stato un problema alla
trasmissione che ha condizionato negativamente le prestazioni del pilota spagnolo sin dal giro di formazione. Inoltre, entrambe le monoposto della
Sauber - che utilizzano il
V8 Ferrari - hanno accusato un problema al
propulsore, con quella di
De La Rosa che non è riuscita a partire, e l’altra, quella di
Kobayashi, che si è
ritirata dopo 8 giri.
L’analisi dei
dati ha confermato che i guasti capitati alle Sauber-Ferrari non hanno legame alcuno con il cedimento del motore di Alonso ma sono dovuti a un cattivo
funzionamento nella gestione elettronico. L’inconveniente occorso al
V8 di Alonso si è verificato a 2 giri dalla fine senza che nessun parametro avesse segnalato un’anomalia, il che esclude anche una relazione fra questo problema e quello verificatosi in
Bahrain, a causa di un momentaneo
surriscaldamento e che aveva consigliato la sostituzione del propulsore su entrambe le
monoposto dopo le
qualifiche del Gran Premio del Bahrain. E’ possibile, prosegue la relazione dei tecnici Ferrari, che il
guasto al
cambio possa aver avuto una qualche conseguenza sul motore, utilizzato in modo anomalo per tutta la gara, ma è chiaro che un’analisi più precisa potrà essere fatta soltanto quando l’unità rientrerà nelle officine di
Maranello.