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Alla scoperta di Ferrari Hypersail: dall'asfalto al mare

Pubblicato il 29 maggio 2026, 08:04 (Aggiornato il 29 maggio 2026, 07:35)
Vedere una Ferrari che morde l'asfalto è normale, perché è la sua essenza. A vedere una Ferrari che fende l'aria ci siamo abituati, perché da decenni l'aerodinamica è centrale nell'automobilismo, che si tratti di F1, di Hypercar, di GT o anche solo di prodotto stradale. Ma a vedere una Ferrari che solca le onde, attraversa gli Oceani e si alza sul mare no, a quello non siamo abituati: ma ne prenderemo atto e diventerà la norma, quando la Ferrari Hypersail navigherà, o meglio dire volerà, su tutto il globo terracqueo.

Una sfida degna del nome Ferrari
La Hypersail sta prendendo vita, in questa primavera di novità. Un progetto intrigante, visionario, senza dubbio interessante e soprattutto originale: perché un Cavallino Rampante che non galoppa, ma naviga, è certamente una storia da raccontare. E per quanto possa sembrare strano, la scelta di "tuffarsi" (è proprio il caso di dirlo) in mare, di lanciarsi in questo progetto, riporta ai principi ed ai fondamenti della Ferrari: la ricerca tecnologica esasperata come unico credo. Tecnologia, innovazione, sperimentazione: se la Ferrari oggi è quel che è, lo deve anche a questo suo spirito improntato alla ricerca della novità, alla voglia di stare al passo con i tempi ed a volte pure di superarli. Anche a costo di dar vita ad un progetto che apparentemente c'entra poco con la strada e con le corse, ma che sulla strada e sulle corse potrà impattare in futuro. In questo momento, è la Rossa dell'asfalto che immette tecnologia sulla sua barca, ma con la speranza che un giorno possano essere le conoscenze derivate dalla vela ad essere utili per le sue vetture. I materiali, l'aerodinamica, la gestione energetica: lo studio e la ricerca per sviluppare e progredire, per restare sempre all'avanguardia in ogni campo. Ad esempio, per la prima volta una barca transoceanica utilizzerà una vela a doppio pattino: anche questa è una sfida.

La tecnica: innovazione estrema
Il perché della Hypersail sta tutto qui. Sta nella voglia di innovare, sperimentare, provare. Come ha spiegato Matteo Lanzavecchia, l'uomo che fa da ponte dal settore veicoli a quello della vela (è ufficialmente CTO, Chief Technology Officer, ovvero Direttore della Tecnologia del progetto Hypersail), "non c'era una ragione per dire di no" è stata la sua risposta alla domanda sul perché abbia detto sì. Il travaso tecnologico è, in sintesi, la motivazione principale di un progetto che farà indubbiamente parlare di sé. A livello tecnico, il Cavallino Rampante ha scelto la strade del monoscafo per la massima efficienza aerodinamica ed idrodinamica, per una imbarcazione "full foiling": grazie alle due appendici alari montate sotto la barca, una volta raggiunta una certa velocità Hypersail si solleverà dall'acqua e "volerà" sul mare. Il 90% dei componenti è realizzato a Maranello, con grandi e numerosi punti di contatto con il mondo delle quattro ruote: Flavio Manzoni, dopo aver curato l'eleganza della 499P, ha fatto lo stesso con Hypersail, con il suo lavoro presso il Ferrari Design Studio.
A bordo poi ci sono tante tecnologie legate ai materiali, ma soprattutto dei motori ripresi direttamente dalla Ferrari Luce: l'energia che serve è prodotta dall'imbarcazione stessa, dotata di pannelli solari, integrati nella coperta e nelle murate. La loro posizione è stata determinata da uno studio avanzato dell’esposizione solare che avrà Hypersail durante la sua navigazione. I pannelli solari sono calpestabili e dotati di un grip specifico; sono stati integrati con sistemi di fissaggio tecnici, clip e trattamenti dedicati, garantendo all’equipaggio la massima libertà di movimento. Pure il software di controllo è di derivazione automobilistica: il software di controllo delle sospensioni delle auto Ferrari ha permesso di sviluppare un algoritmo in grado di mantenere la stabilità e consentire di avere il massimo controllo.
A proposito di controllo, la chiglia stabilizzatrice (o basculante) è l'innovazione rivoluzionaria del progetto: per la prima volta su un 100 piedi, integra uno dei foil principali, stabilizzando il volo della barca su tre punti e permettendole di raggiungere velocità di 50 nodi. Le dimensioni sono di 30 metri di lunghezza (100 piedi, appunto), 40 di altezza, 20 di larghezza.
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