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Hankook modifica le regole per la Sardegna

Chiara Rainis
Pubblicato il 1 ottobre 2026, 17:49
C’è chi come Sébastien Ogier non si è mai trattenuto e quando le WRC montavano le Pirelli ha sempre dispensato critiche per una performance e una tenuta non all’altezza delle precedenti Michelin. Quando il Mondiale ha interrotto la collaborazione con il costruttore milanese ed è passato ad Hankook la situazione non è migliorata. Il transalpino ha continuato con le sue stoccate, la più celebre nell’ultima edizione del Rally del Portogallo quando decise di replicare in modo ironico e pungente ad un post pubblicato sui social dall’azienda sudcoreana che elogiava la qualità del suo prodotto. Se l’appunto del francese era motivato da una foratura mentre si stava giocando la vittoria dell’evento, nelle settimane seguenti, alla sua voce si è unita quella dei colleghi, più contenuti nei rimbrotti, ma decisi a farsi sentire.
Il momento più esplosivo si è verificato in Paraguay, con le prime 12 PS diventate un’ecatombe per colpa delle molteplici forature che non hanno risparmiato neppure i più esperti. Se in Cile l’emergenza è parzialmente rientrata grazie ad un ritocco dell’allocazione, per il gran finale fissato in Sardegna il produttore ha deciso di apportare alcuni cambiamenti importanti per evitare il ripetersi delle note problematiche e bloccare sul nascere nuove polemiche.
Hankook modifica le regole e aumenta il numero di gomme
Consapevole delle criticità del terreno sardo che potrebbero mettere in crisi i suoi pneumatici, la Casa asiatica ha revisionato la distribuzione passando da 28 a 40 gomme per le Rally 1 e da 26 a 30 per le Rally 2, con un massimo di 28 mescole morbide e 20 dure eleggibili. Dando ai piloti la possibilità di cambiare con maggiore frequenza le coperture, Hankook sta di fatto confermando tutti i dubbi dei protagonisti del Mondiali relativi alla resistenza delle sue “scarpe” su terreni ricchi di sassi. Esemplare è l’opportunità data ai concorrenti di passare ad un treno fresco anche nella giornata di domenica dopo le due prime prove speciali delle quattro in programma.
E pensare che in tempi recenti il responsabile motorsport del brand coreano Steven Cho aveva esaltato la risposta degli pneumatici su ogni tipo di fondo, definendo normale il comportamento differente da una gara all’altra, ma evidentemente si trattava soltanto di parole e non di vera convinzione. Forse, a portare l’azienda asiatica a questo secondo provvedimento, è stato anche il commento fortemente critico pronunciato dal leader della generale Elfyn Evans, pilota notoriamente lontano da sfoghi e polemiche in pubblico a differenza dell’habitué Séb. A questo punto ci chiediamo se per il 2027, quando entrerà in vigore un nuovo regolamento, anche l’approccio del fornitore unico cambierà andando da subito incontro alle esigenze e alle indicazioni fornite dai piloti.
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