Dallara nella Hall of Fame dell'indiana!

Un nuovo prestigioso premio per l'89enne ingegnere emiliano
Dallara nella Hall of Fame dell'indiana!

Mario DonniniMario Donnini

Pubblicato il 25 maggio 2026, 09:24

Dallara e Scott Dixon, 45enne neozelandese già vincitore della Indy 500 e pluricampione della Indycar, sono stati ufficialmente insigniti durante la IMS Hall of Fame Induction Ceremony, tenutasi presso l’Indiana Roof Ballroom. La cerimonia ha rappresentato uno dei momenti più significativi del calendario motoristico, rendendo omaggio a figure le cui carriere hanno incarnato innovazione ed eccellenza nelle corse. 

Da Marco Andretti a Mick Schumacher, cambiano le dinastie dell'ovale

Nel frattempo, quasi paradossalmente, a Indianapolis, presso il superspedway, si assisteva a quella che con attonito sconcerto veniva definita la fine di un’era. Infatti per la prima volta in settanta anni lo schieramento di partenza della 500 Miglia non è stato caratterizzato dalla presenza di un pilota appartenente alle dinastie degli Andretti, dei Foyt e degli Unser.

Una striscia di continuità che sembrava quasi magica e tale la legare per sempre una successione dinastica in grado di rappresentare la storia e la magia stessa della naratona dell’Indiana. Ma il tempo passa e, se non cancella, ridimensiona. E, come accade per le linee dinastiche di nobiliare lignaggio, prima o poi qualsiasi casata può conoscere soluzioni di continuità.

Non a caso lo scorso ottobre Marco Andretti aveva annunciato che non si sarebbe presentato all’edizione 2026, preferendo concentrarsi sulla famiglia, sui propri affari e sulla propria vita. In altre parole, era dal 2005 che nessun Andretti si presentava in griglia di partenza e stavolta l’assenza pare destinata a durare chissà per quanto, anche se mai dire mai.

Curiosamente, tra i figli d’arte a Indy, la presenza è stata comunque assicurata da Graham Rahal, Conor Daly e dal rookie Mick Schumacher. Curioso anche notare che a inizio millennio suo padre Michael, con una delle meno felici delle sue uscite mediatiche, aveva detto di non amare le corse su ovali e di ritenere il livello tecnico e agonistico degli speedway non all’altezza della F.1, tanto che non sarebbe mai stata sua intenzione dedicarcisi. Chi mai avrebbe immaginato che due decenni dopo proprio suo figlio avrebbe affidato ai catini le chance di rilancio di una carriera finita in stasi tra F.1 e Wec…

Se le dinastie passano, Dallara resta

Dando uno sguardo all’insieme e tirando le fila del ragionamento, ormai tra le nuove radici di Indy e dell’Indycar c’è proprio la Dallara. Se le dinastie passano, a costituire le nuove fondamenta della Indy 500 e del suo campionato di riferimento c’è ora più che mai un marchio italiano e un ingegnere che il prossimo 16 novembre compirà i novant’anni d’età.

Di poco più giovane di quella 500 Miglia di cui è divenuto non solo trionfatore seriale ma sempre più presupposto e stupendo sinonimo, oltre che meraviglioso rappresentante del racing made in Italy in tutti gli angoli del Pianeta. Complimenti commossi, Giampalo Dallara. Sappia che il prossimo dicembre, oltre alle novanta primavere, riceverà in dono l’ennesimo Casco d’Oro di Autosprint, con la promessa che anche poi gliene daremo talmente tanti, da farle scardinare il suo ufficio per fare posto a tutti. 

Dallara avvisato, già mezzo ripremiato.

(2/2).

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