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F1 2026, ansie e speranze: Ferrari

Pubblicato il 16 febbraio 2026, 14:04 (Aggiornato il 16 febbraio 2026, 13:16)
Le ansie: l'ennesima rivoluzione alle porte
O si vince, o si cambia. Nessuno ai vertici Ferrari lo ha detto espressamente, ma non c'è bisogno di dichiarazioni ufficiali per comporre il quadro con cui si presenta Maranello all'alba del 2026. O si vince o si cambia, appunto: la fiducia alla fine dello scorso anno è stata rinnovata a Vasseur ma solo a tempo determinato, proprio in attesa di vedere che diranno le prime gare del 2026; Hamilton, di cui non è ancora del tutto chiara la durata del contratto, potrebbe essere addirittura il primo a voler levare le tende di fronte ad una situazione simil-2025, non solo a livello di prestazioni della vettura ma pure di pilotaggio; e poi c'è Leclerc, che dopo tanti anni ad aspettare una macchina buona per il mondiale potrebbe decidere di andare a cercarsela altrove.
Sono dunque queste, le paure più grandi della Ferrari: dover affrontare, in caso di prestazioni deficitarie, l'ennesima rivoluzione. Fortuna che la SF-26 è un agglomerato di carbonio e niente più, perché altrimenti nascerebbe avvertendo una pressione già di per sé pazzesca. Tale pressione, forse, se la sono portata nell'inverno le donne e gli uomini del Cavallino Rampante, consapevoli pure loro di quanto sia pesante questa occasione. Sembra di essere di fronte all'ennesimo ritorno del sempre uguale, con una Ferrari tanto speranzosa quanto spaventata all'alba di un ciclo tecnico che indubbiamente finirà con il decidere il destino di tanti, a Maranello. Prima di Frédéric Vasseur ci sono già passati Binotto, Arrivabene e Domenicali: starà a Fred, ed alla squadra che ha plasmato, fare in modo che stavolta il copione possa essere diverso.
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