La gara più buia di Sebastian Vettel

Otto anni fa le speranze iridate del tedesco si infrangevano contro le barriere del GP di casa a Hockenheim, nei giorni in cui le condizioni del Presidente del Cavallino, Sergio Marchionne, si aggravavano irreversibilmente
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La gara più buia di Sebastian Vettel
© Getty Images

Lorenzo LucidiLorenzo Lucidi

Pubblicato il 22 luglio 2026, 18:13

I sogni, si sa, possono interrompersi bruscamente. E a volte possono rapidamente trasformarsi in incubi, anche a occhi aperti. Il sogno, in questo caso, è la cavalcata Mondiale di Sebastian Vettel in sella alla Ferrari nel 2018. E l’incubo è quello che prende forma in un luglio in cui gli eventi precipitano a velocità supersonica.

Ferrari e Vettel, un inizio da leader nel 2018

Ma andiamo con ordine: la Ferrari SF71-H, la monoposto realizzata dalla Scuderia di Maranello per la stagione 2018 della Formula 1, si è rivelata sin dall’inizio del Campionato una monoposto difficile da battere. Vettel ha vinto le prime due gare in Australia e in Bahrain, poi ha centrato la terza vittoria in Canada e la quarta a Silverstone, battendo a casa sua Lewis Hamilton su una Mercedes che dopo anni di dominio sembra tornata finalmente umana.

Incassato il successo in Gran Bretagna, Vettel si presenta a Hockenheim, in Germania, da leader del Mondiale proprio davanti a Hamilton. Il margine tra i due è di una manciata di punti, appena otto – 171 Seb e 163 Lewis – ma nella calda estate del 2018 la Ferrari del tedesco sembra essere decisamente più in palla della Freccia d’Argento del britannico. Tant’è che nelle qualifiche all’Hockenheimring a conquistare la pole è proprio Vettel, che piazza la sua Rossa davanti a Bottas, al compagno Raikkonen e a Verstappen.

Hamilton, vittima di un problema idraulico durante il Q2, è costretto a partire solo quattordicesimo. Un’occasione d’oro, per Seb e per la Ferrari, di allungare in Campionato e di raccogliere punti preziosissimi. Gareggiare qui in Germania significa molto per me e speriamo di vincere domani ha spiegato Vettel dopo la pole position di Hockenheim – Abbiamo costruito una macchina forte e sappiamo che c’è ancora del potenziale. Sappiamo inoltre di poter migliorare gara dopo gara perché ci sono ancora dei punti in cui siamo più deboli, ma in generale siamo competitivi e forti. Sta a noi fare buon uso di questo potenziale ovunque andiamo”.

Il sogno che si trasforma in incubo a Hockenheim

La gara comincia bene per Sebastian Vettel, che mantiene la prima posizione – cedendola solo temporaneamente a Bottas e a Raikkonen al momento del pit stop – mentre alle sue spalle Hamilton rimonta fino al terzo posto.

Tutto cambia quando, al giro 44, i nuvoloni neri che si erano addensati su Hockenheim iniziano a scaricare una leggera pioggia. L’asfalto inizia a bagnarsi, ma non abbastanza da richiedere delle gomme scanalate, e costringendo i piloti a gestire le proprie monoposto con le slick su una superficie che diventa sempre più scivolosa. Nei giri successivi succede di tutto: Verstappen è costretto a un doppio pit stop per rimontare le gomme da asciutto, mentre diversi piloti finiscono in testacoda e Bottas supera Raikkonen per il secondo posto.

Al giro 52 dei 67 previsti, succede il patatrac. Un piccolo errore, un brevissimo istante che cambia le sorti dell’intero gran premio e in prospettiva dell’intera stagione. Vettel, nel tentativo di resistere al ritorno delle Mercedes, perde il controllo della sua Ferrari alla curva Sachs. È un’uscita di pista a bassa velocità, ma sufficiente a porre fine alla gara del tedesco. La SF71-H si arena nella ghiaia, con il muso incastrato sotto un cartellone pubblicitario. La folla esplode, mentre Seb sfoga tutta la sua frustrazione prendendo a pugni il volante per poi uscire, sconsolato, dalla sua Ferrari.

"Uno dei momenti più bui della carriera di Vettel"

Quella che doveva essere una cavalcata trionfale della Rossa e di Vettel si trasforma in una delle gare più dure, sul piano emotivo per la Scuderia e per il pilota. Il gran premio alla fine lo vince Hamilton, che oltre alla vittoria si prende anche la leadership del Mondiale, malgrado una reprimenda per aver oltrepassato la linea bianca della pitlane, mentre Mercedes supera Ferrari in vetta alla classifica dei team nonostante il podio di Kimi.

Nico Rosberg, Campione del Mondo due stagioni prima con la Mercedes, commenta così la gara in Germania: Penso che lo ricorderà come uno dei momenti più bui della sua intera carriera. Davanti al suo pubblico di casa con una tale possibilità di ottenere un enorme vantaggio su Lewis…con un errore così grande ha buttato via tutto”.

Rientrato ai box, nonostante l’amarezza per quanto accaduto, Sebastian trova comunque le energie per abbracciare i membri del team e parlare con il team principal Maurizio Arrivabene e con il suo ingegnere di pista Riccardo Adami. Ma l’atmosfera è tesa, anche perché dalla Svizzera arrivano notizie perfino peggiori.

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