GP Italia, le pagelle: Kimi fa la storia, Ferrari rimandata
Pubblicato il 7 settembre 2026, 09:39 (Aggiornato il 7 settembre 2026, 07:57)
Andrea Kimi Antonelli: 10
Ha rifiutato il concetto di resa, quando ha capito che si poteva fare. È stato il secondo via, dice, quello che ce lo ha fatto credere: bravo lui a rendere reale la più grande rimonta che Monza ricordi, almeno in termini di posizioni di partenza e arrivo. Un’iradiddio nell’ultimo stint, quando con gomme nuove è spietato nella caccia alla prima posizione, comprensiva di brivido per l’escursione in ghiaia.
Dopo 60 anni torna a suonare l’inno di Mameli a Monza per un pilota italiano, giusto per dare la misura dell’impresa che ha appena compiuto. Ricorderemo a lungo questa gara: vedere il pubblico rosso in piedi sulle tribune per spingerlo e applaudirlo vale un’incoronazione.
George Russell: 8
È stato lui, pare, a chiedere di non cambiare PU: forse in Monza, con penalità certa per Antonelli, aveva intravisto una delle ultime possibilità per ribaltare le trame di questo campionato. Missione fallita: in due partenze Antonelli ha fatto fuori più di metà gruppo, e tra set-up studiato per la gara e motore fresco era inevitabile arrivasse come un tornado.
La VSC non lo aiuta, anzi forse lo condanna: prova a resistere, ma non c’è niente da fare. È un colpo tremendo, eppure dopo la bandiera a scacchi sembrava quasi sollevato: forse è arrivata la piena consapevolezza di quanto sia complicata la faccenda iridata. Psicologicamente, può essere una mazzata.
Max Verstappen: 8
Cinque podi stagionali, come Hamilton: solo i due Mercedes ne hanno di più, in questo 2026 in cui pur tra mille magagne lui riesce ad essere pur sempre un protagonista. Lotta con le due W17, ma quando è in testa non ha minimamente il passo per scappare (l’Overtake Mode modificava eccome il reale passo di una vettura). Azzarda le due soste, e se in un primo momento aveva dato l’impressione di poter stare con Antonelli, alla fine deve rivedere i piani e “accontentarsi” di mettersi dietro le McLaren. Ha corso con il guaio al posteriore emerso sabato, perché il team non era sicuro del problema ed intervenire voleva dire rischiare di rompere il parco chiuso: altro punto a suo favore in una domenica in cui corre da campione.
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